I VERBALI BCE
Nella riunione di febbraio la Bce ha lasciato i tassi fermi basandosi su una valutazione articolata dell'inflazione, della resilienza economica e dell'incertezza globale. Ecco i principali fattori che hanno guidato questa decisione secondo quanto riportato dai verbali dell’ultima riunione:
Prospettive di inflazione stabili. I dati più recenti hanno confermato la previsione che l'inflazione si stabilizzerà al target del 2% nel medio termine. Sebbene l'inflazione complessiva a gennaio sia scesa all'1,7% (un valore inferiore alle attese), il Consiglio ha ritenuto che ciò non modificasse sostanzialmente la traiettoria di medio periodo, data la natura volatile dei prezzi energetici.
Resilienza dell'economia dell'area euro. L'economia ha mostrato una tenuta superiore alle aspettative, crescendo dello 0,3% nell'ultimo trimestre del 2025. Questa crescita è stata sostenuta soprattutto dal settore dei servizi (in particolare informazione e comunicazione) e da una domanda interna solida, nonostante le difficoltà del commercio globale e le tensioni geopolitiche.
Equilibrio dei rischi. I rischi per le prospettive d'inflazione sono stati giudicati bilanciati. Da un lato, pressioni al ribasso derivano dal cosiddetto "secondo shock cinese" (l'afflusso di prodotti cinesi a basso costo che frena l'inflazione dei beni) e dal precedente apprezzamento dell'euro. Dall'altro, sussistono rischi al rialzo legati alla crescita dei salari, alla possibile persistenza dell'inflazione nei servizi e alla volatilità dei prezzi delle materie prime energetiche, come petrolio e gas.
Incertezza geopolitica e prudenza. Il contesto internazionale rimane caratterizzato da un'elevata incertezza legata a tensioni commerciali e conflitti geopolitici (come la guerra in Ucraina). Questo ha spinto la BCE a mantenere un approccio dipendente dai dati e a procedere "riunione per riunione", preferendo la pazienza alla fretta per conservare la flessibilità necessaria a reagire a futuri shock.
Trasmissione della politica monetaria. Gli effetti dei precedenti tagli dei tassi continuano a sostenere la crescita e gli investimenti. Tuttavia, è stato osservato che le banche stanno diventando più prudenti nella concessione di prestiti alle imprese, un segnale di inasprimento dei criteri di credito che richiede un attento monitoraggio per evitare ostacoli ingiustificati all'attività economica.
IL BEIGE BOOK DELLA FED
Come di consueto, due settimane prima della riunione per decidere cosa fare con i tassi, la Fed ha pubblicato il Beige Book, il rapporto sullo stato di salute dell’economia a stelle e strisce.
Panoramica dell'Attività Economica
L'attività economica complessiva è aumentata a un ritmo da lieve a moderato in sette dei dodici distretti della Federal Reserve, mentre il numero di distretti che hanno segnalato un'attività invariata o in calo è passato da quattro nel periodo precedente a cinque in quello attuale. Sebbene la spesa dei consumatori sia leggermente aumentata nel complesso, due distretti hanno registrato cali continui e molti hanno osservato che le vendite sono state frenate dall'incertezza economica, da una maggiore sensibilità ai prezzi e da una riduzione dei consumi da parte delle fasce di reddito più basse.
I distretti colpiti dalle tempeste invernali hanno riferito un generale rallentamento del traffico commerciale, e un distretto ha segnalato che le attività di contrasto all'immigrazione hanno influito negativamente sulla domanda dei clienti nelle aree urbane. Le vendite di automobili sono risultate per lo più in calo nei distretti che le hanno monitorate, citando spesso persistenti problemi di accessibilità economica.
L'attività manifatturiera è migliorata complessivamente rispetto al periodo precedente, con otto distretti che hanno riportato vari livelli di crescita e due che hanno registrato cali. In molti distretti, i contatti del settore manifatturiero hanno segnalato un aumento dei nuovi ordini; diversi hanno citato un incremento della domanda derivante dai data center e dalle relative infrastrutture energetiche.
L'attività dei trasporti è apparsa mista: tre distretti hanno registrato contrazioni e due una crescita modesta. Nel complesso, l'attività dei servizi finanziari è risultata stabile o in crescita, con i prestiti commerciali come principale punto di forza. Per la maggior parte dei distretti che hanno monitorato l'edilizia e il settore immobiliare residenziale, le vendite e l'attività sono leggermente diminuite, con la scarsità di scorte e la sostenibilità dei prezzi che rimangono questioni chiave. L'attività edilizia non residenziale è stata mista, ma con un lieve aumento netto. Le condizioni agricole sono rimaste per lo più stabili, mentre l'attività energetica è cresciuta moderatamente nel complesso. Le aspettative economiche generali rimangono ottimistiche, con la maggior parte dei distretti che prevede una crescita da lieve a moderata nei prossimi mesi.
Mercato del Lavoro
I livelli di occupazione sono rimasti generalmente stabili nelle ultime settimane, con sette dei dodici distretti che non hanno segnalato variazioni nelle assunzioni. In diversi distretti, le aziende hanno citato l'aumento dei costi degli input non legati al lavoro, la domanda debole o l'incertezza sulle condizioni economiche generali come motivi per livelli di occupazione invariati o inferiori.
Alcune aziende in vari settori si sono rivolte all'intelligenza artificiale o ad altre forme di automazione per ottenere efficienza, sottolineando quasi sempre l'obiettivo di migliorare la produttività piuttosto che sostituire i lavoratori. I salari sono cresciuti a un ritmo modesto o moderato nella maggior parte dei distretti, mentre le aziende competevano per accaparrarsi talenti in settori specifici, inclusi i mestieri specializzati. Diversi distretti hanno continuato a segnalare pressioni al rialzo sulla remunerazione totale a causa dell'aumento dei premi assicurativi sanitari.
Prezzi
I prezzi sono aumentati moderatamente nelle ultime settimane: otto distretti hanno riportato una crescita moderata e quattro hanno registrato aumenti lievi o modesti. Molti distretti hanno riferito rincari in diversi input non legati al lavoro, tra cui assicurazioni, utenze, energia, metalli e altre materie prime.