In Cina a febbraio l'inflazione cinese ha subito un'accelerazione rilevante, spinta da una combinazione di fattori interni ed esterni. Sul fronte domestico, la forte spesa dei consumatori durante il Capodanno Lunare ha fatto salire l'inflazione al consumo all'1,3% a febbraio, il ritmo più sostenuto degli ultimi tre anni, ben oltre le attese ferme allo 0,9%. Ancora più significativo è il dato dell’inflazione di fondo — l'indice depurato dalle componenti più volatili come cibo ed energia — che ha raggiunto l'1,8%, il livello più elevato dal 2019. Anche i prezzi alla produzione, pur restando negativi, mostrano segnali di miglioramento, con il relativo indice che si è ridotto al –0,9%, il valore meno negativo da luglio 2024. A contribuire al rialzo sono stati soprattutto i servizi legati alle festività: voli, agenzie di viaggio, noleggi e manutenzioni hanno tutti registrato aumenti a doppia cifra. I mercati tendono a considerare il rialzo dell'inflazione come un fenomeno in larga parte temporaneo, legato alle festività e allo shock energetico, innescato dal conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, rendono il contesto più incerto e inducono la Banca centrale cinese a muoversi con cautela su eventuali tagli dei tassi.
La Banca centrale cinese non ha però esitato ad intervenire sul mercato dei cambi, fissando un tasso di cambio di riferimento ai livelli più alti dal 2023, segnalando una volontà precisa di sostenere la moneta. La strategia di Pechino sembra chiara: uno yuan più forte aiuta a ridurre le tensioni commerciali con l'estero e accompagna il progetto di lunga data di internazionalizzare la valuta cinese sui mercati globali.
Infine, sopra le attese no risultati solo i dati sull’inflazione, ma anche quelli sul commercio: nei primi due mesi dell'anno le esportazioni sono cresciute del 22%, un risultato ben al di sopra delle attese, mentre le importazioni sono salite del 20%, a conferma che anche la domanda interna sta tenendo. Il surplus commerciale ha raggiunto il livello più alto mai registrato per questo periodo dell'anno. A trainare le vendite all'estero sono soprattutto i prodotti ad alto valore aggiunto — circuiti integrati, automobili, macchinari — e i mercati di destinazione si sono diversificati in modo notevole, con crescite forti verso Africa, nazioni del Sud-est asiatico (ASEAN) ed Europa, mentre gli Stati Uniti restano l'unico grande partner con scambi in calo.
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