Febbraio deludente per il mercato del lavoro Usa: la Fed cosa farà?
Mercato del lavoro Usa e FED
Mercato del lavoro Usa e FED
L'economia americana ha perso 92.000 posti di lavoro a febbraio. A gennaio ne aveva creati 126.000, dopo averne già tagliati 17.000 a dicembre. Complessivamente, da 10 mesi a questa parte, l'economia statunitense non crea più occupazione (-19.000 posti di lavoro nel periodo maggio 2025-febbraio 2026). Le attese erano per la creazione di 58.000 nuovi posti di lavoro, quindi, la distanza tra attese di mercato e dato reale è di ben 150.000 unità.
Non si vedono ancora ondate di licenziamenti, ma il mercato del lavoro Usa è in una fase chiara: non si assume più. Fortunatamente, l'aumento dei salari (+3,8% su base annua) rimane superiore all'inflazione (+2,4% a gennaio). I lavoratori vedono quindi aumentare il proprio potere d'acquisto, il che sostiene i consumi e permette all'attività economica di rimanere in espansione.
Tuttavia, il messaggio che arriva dal mercato del lavoro non può essere ignorato. C’è poi un altro problema. Se il conflitto in Iran dovesse far aumentare l’inflazione, il potere d’acquisto delle famiglie diminuirebbe. Questo, unito a meno posti di lavoro, peserebbe sui consumi, mettendo a rischio la crescita economica. Dato che la Fed ha due obiettivi, uno dei quali è la piena occupazione, con un mercato del lavoro in difficoltà la risposta dovrebbe essere tagliare i tassi. Il problema è rappresentato dal fatto che la Fed ha anche un altro obiettivo: la stabilità dei prezzi e se l’inflazione torna a salire a causa dell’Iran, la risposta dovrebbe essere alzare i tassi.
La situazione per la Fed potrebbe, dunque, diventare molto scomoda.