La BCE ha deciso di mantenere invariati il tasso sui depositi al 2,25%, come ampiamente atteso dal mercato, ma la presidente Christine Lagarde ha lasciato intendere che un rialzo dei tassi a settembre è una possibilità concreta. Durante la riunione alcuni membri del Consiglio direttivo avevano persino proposto di aumentare i tassi già in questa riunione, ma alla fine la decisione di attendere è stata unanime.
Il principale fattore di preoccupazione è il nuovo shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente. L'aumento dei prezzi di petrolio e gas potrebbe alimentare l'inflazione nei prossimi mesi, rendendo necessario un ulteriore irrigidimento della politica monetaria. Lagarde ha sottolineato che i rischi per l'inflazione sono attualmente orientati al rialzo.
Nonostante l'inflazione generale sia scesa al 2,8% a giugno, la BCE ritiene che gli effetti dell'aumento dei prezzi dell'energia non si siano ancora pienamente trasmessi all'economia e che possano continuare a sostenere l'inflazione fino al 2027.
I mercati, che già si attendevano un rialzo dei tassi a settembre, hanno interpretato le dichiarazioni della BCE come una sorta di conferma: un aumento dello 0,25% a settembre è così oramai quasi completamente scontato, con la possibilità di un ulteriore rialzo entro fine anno.
Il quadro sembra dunque chiaro: la BCE è in pausa, non ha concluso il ciclo restrittivo. Se l'aumento dei prezzi energetici dovesse persistere, settembre potrebbe segnare un nuovo rialzo dei tassi.

