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Cina: PIL

Cina: PIL

Data di pubblicazione 15 luglio 2026
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Autore: Alberto Cascione

Cina: crescita ai minimi da 3 anni

Il Pil cines conosce il tasso di crescita più lento degli ultimi tre anni

Nel secondo trimestre del 2026 l'economia cinese ha rallentato più di quanto previsto dagli analisti. Il PIL è cresciuto del 4,3% su base annua, un dato inferiore sia al target ufficiale del governo, fissato tra il 4,5% e il 5%, sia alle attese degli economisti, che si aspettavano un +4,5%. Si tratta del ritmo di crescita più debole registrato negli ultimi tre anni, in netto calo rispetto al +5,0% segnato nel primo trimestre dell'anno.

Il quadro macroeconomico che emerge dai dati è contrastante. Da un lato, gli investimenti fissi hanno accusato un colpo pesante, contraendosi del 5,7% nel primo semestre, con il settore immobiliare protagonista in negativo: gli investimenti in questo comparto sono crollati del 18%, il dato peggiore mai registrato nella serie storica. Dall'altro lato, alcuni indicatori mostrano una tenuta più solida del previsto: la produzione industriale è salita del 5,3%, superando le aspettative, le vendite al dettaglio sono cresciute dell'1%, segno di una domanda interna che regge seppur debolmente, e il tasso di disoccupazione urbana è sceso al 5,0%, in miglioramento rispetto al 5,1% di maggio.

Alla base del rallentamento c'è soprattutto la debolezza della domanda interna, frenata dalla persistente crisi del settore immobiliare e da una fiducia ancora fragile tra famiglie e imprese. La crescita cinese appare quindi sempre più trainata dalle esportazioni, sostenute anche dalla domanda legata all'intelligenza artificiale, e sempre meno dai consumi e dagli investimenti domestici.

Di fronte a questo scenario, gli analisti si attendono una risposta più incisiva da parte delle autorità di Pechino nella seconda metà dell'anno, con una possibile accelerazione della spesa pubblica, un aumento degli investimenti infrastrutturali e nuove misure di stimolo sul fronte fiscale e monetario.

In sintesi, la Cina continua a crescere, ma il rallentamento al di sotto del target ufficiale mette in luce una fragilità crescente dell'economia domestica, aumentando la pressione sul governo affinché intervenga con decisione nei prossimi mesi.

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