Il quadro dell'area euro
Secondo i definitivi pubblicati da Eurostat, l'inflazione annua nell'area euro è scesa al 2,8% a giugno 2026, dal 3,2% di maggio, mentre un anno prima si attestava al 2%. A livello di composizione, a giugno i servizi hanno contribuito per 1,51 punti percentuali, l'energia per 0,77 punti, alimentari-alcolici-tabacco per 0,29 punti e i beni industriali non energetici per 0,18 punti alla dinamica complessiva dei prezzi nell'area euro.
Italia in linea con la media dell'eurozona
I dati definitivi diffusi dall'Istat confermano la stima preliminare: a giugno 2026 il carovita italiano è rimasto invariato su base mensile e ha segnato un +3% su base annua, in calo dal +3,2% di maggio. Il rallentamento riflette soprattutto la dinamica degli alimentari non lavorati (dal +5,5% al +4,4%), dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (dal +3,0% al +2,7%) e dei servizi di trasporto (dal +1,7% all'1,1%), mentre in direzione opposta si sono mossi i prezzi energetici, sia regolamentati (dal +5,6% al +9,2%) sia non regolamentati (dal +12,5% al +13,3%). Nel confronto tra comparti, i beni hanno mostrato una crescita tendenziale del +3,3% (dal +3,4%) e i servizi del +2,6% (dal +2,8%), con un differenziale servizi-beni di -0,7 punti percentuali.
Polonia: la disinflazione più marcata
Anche in Polonia è stata confermata la stima preliminare dell'inflazione di giugno al 2,5% su base annua, in calo dal 3,1% di maggio, un calo guidato soprattutto dal ribasso dei prezzi dei carburanti (-7,4% mensile) e degli alimentari e bevande analcoliche (-0,7% mensile). Un elemento chiave sottolineato è che il calo dell'inflazione di fondo indica che il precedente rincaro dei carburanti non sta al momento generando pressioni più ampie su altri beni e servizi: prosegue infatti la deflazione di abbigliamento e calzature, sia su base annua sia mensile, e si registrano cali di prezzo anche in categorie legate ai costi dei carburanti, come i servizi di trasporto (-2% mensile) e in particolare il trasporto aereo (-9,1% mensile).
Una lettura d'insieme
Il confronto tra i tre dati mostra un'Europa in cui la disinflazione prosegue, ma a velocità diverse: l'area euro nel complesso scende al 2,8%, l'Italia si allinea sostanzialmente alla media comunitaria al 3% (frenata soprattutto dal rincaro dell'energia, in controtendenza rispetto al resto del continente), mentre la Polonia torna vicino all’obiettivo del 2,5% della propria banca centrale, complice il rapido riassorbimento dello shock energetico legato alle tensioni in Medio Oriente.

