Partiamo dalla zona euro e dalla Banca Centrale Europea: la decisione di non alzare i tassi è ormai scontata, ma lo scenario di fondo è peggiorato rispetto all'ultima riunione. Il cessate il fuoco in Medio Oriente è saltato, tornano le tensioni sullo Stretto di Hormuz, e il petrolio — dopo settimane di discesa — è tornato a salire. Il risultato? I mercati scontano già un rialzo dei tassi a settembre, con un'ipotesi (ancora incerta) di un altro rialzo a dicembre.
Sull'altra sponda dell'oceano, la stagione delle trimestrali entra nel vivo con due delle Magnifiche Sette: Alphabet, reduce da un trimestre da 109,9 miliardi di ricavi e Google Cloud a +63%, dove il mercato guarderà se il cloud tiene il passo di Azure e Meta, i primi segnali di monetizzazione dei chip TPU, e quanto pesa un capex da 175 miliardi previsto per il 2026. E Tesla, il nome più atteso della settimana: consegne record ma titolo già punito in Borsa, con il mercato che guarda oltre i volumi, dritto alla marginalità.
Non solo Big Tech: spazio anche a Verizon (il caso "value" della settimana), Intel (attese modeste ma in netto miglioramento) e un filo comune che lega AT&T, Union Pacific e American Airlines: il costo dell'energia, dopo il +84% sul carburante segnalato già da United.
Un episodio per capire, in pochi minuti, dove guardare davvero tra banche centrali, big tech e trimestrali americane.
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