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Riunione BCE 29 ottobre

Riunione BCE 29 ottobre

Data di pubblicazione 29 ottobre 2026

Autore: Alberto Cascione

BCE: tassi fermi, rialzo a dicembre e dimissioni anticipate di Lagarde

La BCE ha mantenuto i tassi invariati, ma ha trasmesso un messaggio ancora orientato alla prudenza sull'inflazione. La porta a un rialzo a dicembre rimane aperta

La riunione della Banca Centrale Europea si è conclusa con la decisione unanime di mantenere invariati i tassi di interesse – in linea con le attese di mercato. Tuttavia, durante il dibattito interno è stata presa seriamente in considerazione anche l'ipotesi di un rialzo, segnale che la banca centrale continua a monitorare con attenzione i rischi inflazionistici derivanti soprattutto dall'aumento dei prezzi dell'energia. La governatrice Christine Lagarde ha sottolineato che l'inflazione dovrebbe rimanere ben al di sopra dell'obiettivo nei prossimi trimestri, mentre i rischi per la crescita economica restano orientati al ribasso.

Pur riconoscendo il rallentamento dell'economia e il progressivo irrigidimento delle condizioni finanziarie, la BCE ritiene che l'inflazione presenti ancora rischi al rialzo. Al tempo stesso, Lagarde ha osservato che non emergono al momento evidenze di significativi effetti di secondo livello sui salari e sui prezzi oltre quelli già incorporati nelle previsioni dell'istituto.

Sul fronte della politica monetaria, il messaggio emerso dalla conferenza stampa lascia aperta la possibilità di un aumento dei tassi nella riunione di dicembre. La presidente ha affermato che la "direzione di marcia" della politica monetaria appare abbastanza chiara qualora i dati delle prossime settimane confermino il quadro attuale. Diversi osservatori interpretano però il tono complessivo della comunicazione come compatibile con una fase finale del ciclo restrittivo: un eventuale rialzo a dicembre potrebbe essere seguito dalla conclusione dell'attuale fase di inasprimento monetario.

Un tema centrale della conferenza è stato anche l'allargamento degli spread e la sostenibilità dei conti pubblici di alcuni Paesi dell'area euro, in particolare la Francia. Lagarde ha ribadito l'importanza della disciplina fiscale per garantire la stabilità economica e finanziaria, ma ha contestualmente rassicurato i mercati sul fatto che la banca centrale dispone degli strumenti necessari per intervenire qualora il funzionamento della trasmissione della politica monetaria venisse compromesso. Questo passaggio è stato interpretato positivamente dagli investitori, poiché conferma la disponibilità della BCE a contrastare eventuali tensioni eccessive sui mercati obbligazionari dell'area euro. Sebbene ciò non risolva le difficoltà fiscali della Francia, rappresenta un importante elemento di stabilizzazione e di supporto per l'euro nel breve termine.

Attualmente gli investitori prezzano circa tre rialzi dello 0,25% nell'arco dei prossimi dodici mesi e attribuiscono una probabilità dell'86% a un primo aumento dei tassi già nella riunione di dicembre.

A rendere la giornata ancora più rilevante è stato l'annuncio di Christine Lagarde, che lascerà la guida della Banca Centrale Europea il 7 febbraio, oltre sei mesi prima della scadenza naturale del mandato. La presidente ha spiegato la propria decisione con il desiderio di recuperare maggiore libertà di espressione e di intervento su questioni più ampie rispetto alla politica monetaria. Allo stesso tempo, ha voluto rassicurare i mercati circa la continuità dell'istituzione, definendo l'ECB un'organizzazione "solida come una roccia" e confermando che continuerà a guidarla pienamente fino all'ultimo giorno del suo mandato.

 

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