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Federal reserve

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Data di pubblicazione 16 settembre 2026
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Autore: Alberto Cascione

FED: ecco il rialzo dei tassi

Con l'inflazione ancora troppo lontana dall'obiettivo Warsh ha alzato i tassi

La Federal Reserve ha alzato i tassi dello 0,25%, portando il costo del denaro negli Stati Uniti in un intervallo compreso tra il 3,75% e il 4%. La decisione conferma la volontà della banca centrale americana di continuare a contrastare un'inflazione che resta ostinatamente sopra l'obiettivo del 2%.

A guidare questa linea è il presidente della Fed, Kevin Warsh, che ha motivato la scelta con la necessità di ridurre il sostegno monetario all'economia e di ribadire l'impegno dell'istituzione nel riportare i prezzi sotto controllo. Secondo Warsh, i dati più recenti sull'inflazione non offrono ancora segnali di miglioramento sufficienti da giustificare un allentamento della politica monetaria.

Le nuove proiezioni economiche diffuse dalla Fed rafforzano questa lettura: i funzionari prevedono ora tassi più elevati rispetto alle stime precedenti, cresce il numero di chi sostiene nuovi rialzi, e il ritorno dell'inflazione all'obiettivo del 2% viene collocato non prima del 2029 — un orizzonte temporale molto più lungo rispetto alle attese di pochi mesi fa. Nonostante la persistenza dell'inflazione, la Fed non dipinge un quadro allarmante dell'economia statunitense. Al contrario, sottolinea segnali positivi: una produttività in crescita, investimenti robusti e un mercato del lavoro che continua a mostrare solidità.

Il rialzo dei tassi apre però uno scontro evidente con la Casa Bianca. Il presidente Donald Trump ha più volte chiesto tassi drasticamente più bassi, indicando come traguardo un livello pari o inferiore all'1%.

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