L'inflazione nell'area euro accelera ancora. Secondo i dati di ottobre 2026, i prezzi al consumo sono cresciuti del 4% su base annua, contro il 3,8% di settembre. È il livello più alto da settembre 2023 e corrisponde esattamente al doppio del 2% fissato come obiettivo dalla Banca Centrale Europea.
A spingere al rialzo l'indice generale è soprattutto la componente energetica. L'inflazione core, che esclude energia e altre voci più volatili, è invece stabile al 2,5%. Qualche segnale in più arriva dai servizi, il cui tasso sale leggermente al 3,3%. Il quadro è quindi quello di un'accelerazione concentrata in un settore preciso, più che di un surriscaldamento diffuso dei prezzi. Non è quindi certo che ci sia un rischio di spirale dei prezzi. Le pressioni inflazionistiche sottostanti restano infatti relativamente moderate e il rincaro dell'energia si sta trasferendo agli altri prezzi in misura limitata.
La BCE valuta nuovi rialzi
I numeri riaprono il dibattito sulle prossime mosse della BCE. Nell'ultima riunione sono stati lasciati invariati i tassi, ma diversi membri del Consiglio direttivo hanno fatto capire di essere pronti a intervenire di nuovo se le prospettive sui prezzi non migliorano. Nell’ottica di un contesto in cui le pressioni inflazionistiche sottostanti restano relativamente moderate e il rincaro dell'energia si sta trasferendo agli altri prezzi in misura limitata, il ciclo di strette potrebbe essere contraddistinto solo alcuni ritocchi, più che da una serie di rialzi. I mercati scontano un rialzo dello 0,25% per la riunione di dicembre. E poi? È sempre difficile fare previsioni a distanza di troppi mesi, ma in generale i mercati prezzano con poco più del 50%, quindi ancora non troppo convinti, un rialzo a marzo 2027.
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