L’andamento dell’inflazione a livello globale continua a mostrare dinamiche divergenti tra le principali economie. In Norvegia, l’inflazione al consumo è risalita al 3,4% a settembre dal 3,3% di agosto, segnalando la persistenza di pressioni sui prezzi, soprattutto nei comparti dei trasporti, della sanità, delle abitazioni e dei prodotti alimentari. Tuttavia, l’inflazione core, cioè quella di fondo, è rimasta stabile al 3%, suggerendo che le pressioni inflazionistiche di fondo non stanno accelerando in modo significativo.
In Turchia, il quadro appare invece in graduale miglioramento. L’inflazione annua è scesa al 29,7% a settembre dal 31,5% di agosto, segnando il quarto mese consecutivo di rallentamento e sorprendendo positivamente gli analisti. Anche la dinamica mensile dei prezzi si è mantenuta contenuta rispetto alle attese, rafforzando le aspettative di un possibile taglio dei tassi da parte della banca centrale. La discesa dell’inflazione è favorita dall’indebolimento della domanda interna, dal rallentamento dell’attività economica e dalle recenti tensioni di liquidità causate dalla crisi di alcuni fondi d’investimento.
Anche in Messico l’inflazione ha mostrato una lieve accelerazione, passando al 3,45% dal 3,26% di agosto, pur risultando leggermente inferiore alle attese di mercato. Il dato è stato influenzato principalmente dall’aumento dei prezzi alimentari, mentre l’inflazione core è scesa al 3,75%, indicando un graduale allentamento delle pressioni di fondo. Questo scenario supporta l’approccio attendista della banca centrale messicana, Banxico, che mantiene i tassi al 6,5% e continua a monitorare attentamente l’evoluzione delle aspettative di inflazione, del cambio e della crescita economica.

