I numeri chiave
L’inflazione di fondo (cioè calcolata escludendo alimentari ed energia) è salita dello 0,3% su base mensile, superiore al +0,2% previsto da mercati, portando il dato tendenziale al 2,4% annuo. L'inflazione generale è invece cresciuta dello 0,4% mensile e del 3,4% annuo. Tra le componenti, l'energia ha segnato un +2,1%, mentre i costi abitativi (gli shelter cost) sono rimasti relativamente contenuti, con un +0,2% mensile. A sorprendere di più, però, è stata la tenuta dell'inflazione dei servizi: i servizi esclusi energia e affitti (la super core inflation) sono aumentati dello 0,5% mensile, trainati da un incremento record delle tariffe telefoniche wireless, da forti rialzi delle tariffe alberghiere e da un aumento dei prezzi dei biglietti aerei. Proprio questa componente – i servizi core al netto degli alloggi, storicamente monitorata con attenzione dalla Fed come indicatore di persistenza inflazionistica – sembra essere il vero elemento di preoccupazione contenuto nella comunicazione odierna, più che quello sui costi abitativi.
Le cause della pressione inflazionistica
Diversi fattori concorrono ad alimentare i prezzi: il rincaro dell'energia (petrolio e diesel), le tensioni geopolitiche legate al conflitto con l'Iran, l'impatto dei dazi commerciali e i forti investimenti in data center e intelligenza artificiale, che stanno facendo lievitare i costi in alcune categorie tecnologiche.
La reazione dei mercati
Da dopo la pubblicazione del dato, i mercati danno praticamente per scontato un rialzo dei tassi nella prossima riunione della Fed, assegnandogli una probabilità superiore all’80%. Non solo, ora i mercati arrivano ora a prezzare due rialzi entro la fine del 2026. Sul mercato obbligazionario, il rendimento del Treasury a 2 anni – il più sensibile alle mosse della Fed (altro indicatore di cosa si aspettano i mercati la prossima settimana) – è salito fino al 4,66%, massimo dal 2024, mentre quello a 10 anni è sceso al 4,92% dopo aver toccato il 4,98%: un differenziale che suggerisce come gli investitori si attendano che una Fed più aggressiva possa rallentare crescita e inflazione nel medio periodo.

