Ad agosto i consumatori statunitensi hanno rimesso in moto la spesa con forza: i consumi reali delle famiglie, corretti per l'inflazione, sono cresciuti dello 0,6% rispetto a luglio. Si tratta dell'aumento più marcato degli ultimi 17 mesi, il migliore da marzo 2025, e conferma la solidità dell'economia americana anche in una fase in cui l'inflazione resta superiore all'obiettivo della Federal Reserve. A trainare gli acquisti sono state soprattutto le automobili, l'arredamento e l'abbigliamento.
Sul versante dei prezzi, il quadro è più rassicurante delle attese. L'indice PCE, il parametro d'inflazione preferito dalla Fed, è salito dello 0,3% su base mensile, mentre la componente core, o di fondo, che esclude alimentari ed energia, ha registrato un +0,2%, un dato inferiore alle previsioni del mercato. Anche su base annua i numeri sono risultati più bassi di quanto stimato dagli economisti: il PCE si è fermato al 3,4% e il Core PCE al 3,0%. Restano livelli elevati rispetto all’obiettivo, ma il ritmo sembra attenuarsi.
L'economia, nel complesso, continua a mostrare buona capacità di crescita, sostenuta da un mercato del lavoro ancora robusto e dal buon andamento dei mercati finanziari. A ulteriore conferma, la stima finale del PIL del secondo trimestre è stata rivista al rialzo, al 2,2%.
Per la Federal Reserve il contesto è dunque misto, ma nel complesso favorevole: consumi forti da un lato, inflazione in graduale moderazione dall'altro. Saranno ora i prossimi dati sul mercato del lavoro e sui prezzi a orientare la decisione sui tassi d'interesse, attesa per il 28 ottobre. Il messaggio di fondo è che l'espansione americana poggia ancora sulla forza dei consumatori, mentre il rallentamento delle pressioni inflazionistiche riduce il rischio di ulteriori strette aggressive da parte della banca centrale.

