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Con due trimestri di Pil negativo la Gran Bretagna è in recessione. Segnali contrastanti nell’eurozona. Il nuovo corso politico Usa è stato accolto con gli ennesimi dati negativi. Anche la Corea in recessione.
La ripresa non è affatto dietro l’angolo. Questa l’opinione condivisa da Bce e Bank of England.
Il 2008 si chiude tristemente per il commercio britannico: le vendite al dettaglio sono in calo a dicembre rispetto a un anno fa.
In linea con le attese i dati sulle vendite al dettaglio di novembre. Dopo mesi di crescita, il calo dell’inflazione ha penalizzato gli hard discount.
Altro che calo. Le previsioni del mercato sono state totalmente disattese, con un consistente aumento delle richieste di sussidio di disoccupazione.
Il bollettino mensile pubblicato oggi dalla Bce rispecchia le dichiarazioni seguite all’ultima riunione: la crisi e' ancora lontana dalla sua conclusione.
Sempre più risicato lo scambio commerciale dell’Italia con gli altri Paesi dell’Ue, sia in termini di volumi di scambi sia in termini di saldo complessivo.
A sorpresa, tra le righe dei verbali spunta un po’ di ottimismo. Ma potrebbe trattarsi di un effetto passeggero, dovuto alla buona partenza delle Borse a gennaio.
Il progresso dell’indice Zew, che comunque continua a mostrare una prevalenza dei pessimisti, è interamente legato alla speranza che gli incentivi pubblici si rivelino efficaci.
Calano, anche se meno del previsto, i prezzi al consumo in Gran Bretagna. La flessione più marcata è nel settore abbigliamento.
Una settimana “no” per l’Italia: il nostro Paese è sempre più indebitato e sempre meno produttivo. Con l’aggiornamento del Pil 2008 la Cina supera la Germania. Usa ancora primi, ma con molti problemi.
Scendono meno del previsto i prezzi a dicembre a causa dei settori alimentare e energetico. Meglio delle attese, però, l’inflazione negli altri comparti.
Il mercato era preparato a un saldo import-export negativo, ma non a questi livelli: la bilancia commerciale dell’eurozona ha decisamente deluso.
Più che doppia rispetto alle attese la diminuzione della produzione industriale Usa. Scende anche il grado di utilizzo della capacità produttiva.
Come nelle attese, la Bce ha dovuto ancora una volta ridurre i tassi ufficiali. La vera novita' e' che torna a parlare di pressioni inflazionistiche.
Meglio delle attese il risultato dell’indice, che però rimane fortemente negativo. Così come sono negativi i risultati dell’indagine “straordinaria” sul mercato del lavoro.
Nonostante il miglioramento del dato complessivo, il mercato del lavoro continua a preoccupare. Coerentemente con gli altri dati economici pubblicati oggi.
Leggermente superiore alle attese la discesa dei prezzi alla produzione, ma esclusivamente a causa di alimentari e energia. Nessun calo (e nessuna sorpresa) dagli altri comparti.
Dati contrastanti sui sussidi di disoccupazione: aumentano più del previsto le richieste settimanali, ma i dati “a più lungo respiro” sono positivi.
Anche per l’eurozona, come per l’Italia, confermati i dati preliminari. I prezzi scendono, ma non nei settori legati alle spese “necessarie”.