Venezuela: cosa ne sarà e cosa fare con le obbligazioni?
Venezuela: obbligazioni
Venezuela: obbligazioni
La cattura di Nicolás Maduro da parte degli Stati Uniti ha aperto la porta a diverse conseguenze, tra le quali ci sono anche quelle di natura economica. La cattura ha infatti attirato molta attenzione anche sui mercati finanziari, perché un cambiamento politico potrebbe modificare profondamente le prospettive del Paese. Più che sulla reale forza dell’economia venezuelana le scommesse del mercato si basano sulle aspettative politiche: gli investitori puntano infatti su un possibile recupero dei prezzi delle obbligazioni legato a un cambiamento di governo. Ciò potrebbe non solo riguardare le obbligazioni sovrane, ma anche i bond PDVSA, che potrebbero beneficiare più dei bond sovrani, dato il legame diretto con il petrolio.
Le difficoltà restano però enormi. Il Venezuela deve gestire circa 154 miliardi di dollari tra obbligazioni in default, prestiti e sentenze legali. La ristrutturazione di un debito così elevato sarà molto complessa e richiederà tempo. È probabile che un processo ordinato e credibile possa avvenire solo con la presenza di un governo stabile e riconosciuto, capace di negoziare con i creditori e di avviare riforme durature. In assenza di queste condizioni, i rischi per gli investitori rimangono elevati. A livello politico, non si può escludere una possibile instabilità o il ritorno di figure legate al vecchio regime; sul piano legale, pesano i contenziosi relativi a proprietà e asset congelati; mentre sul fronte geopolitico, le reazioni di Cina e Russia potrebbero complicare ulteriormente la transizione. Non è una situazione adatta ad una speculazione per piccoli investitori.