Spunti per gli obbligazionisti
Spunti per investire in obbligazioni
Spunti per investire in obbligazioni
I rendimenti dei titoli di Stato tedeschi sono scesi ai minimi da dicembre e il calo (pari allo 0,07%) è dovuto a dati economici deboli (vendite al dettaglio e inflazione sotto le attese) a cui si aggiunge il dato sul carovita dell’intera zona euro, che hanno spinto i mercati ad aumentare le scommesse su tagli dei tassi da parte della Bce. In realtà, come detto, l’ipotesi di un taglio dei tassi in questo 2026 è quantomeno prematura al momento, perché si tratta di un dato isolato, ce ne vorranno altri per poter decretare un taglio, ma quel che invece diventa sempre più probabile e che il 2026 non vedrà rialzi dei tassi.
Un periodo di tempo più lungo del previsto, però, con tassi fermi è comunque un contesto più espansivo in termini di politica monetaria e questo sostiene e potrà sostenere i bond. Per questo, non solo sono confermati gli acquisti sui Bund tedeschi, ma in generale anche sugli altri titoli di Stato della zona euro e sulle altre tipologie di obbligazioni, in altri termini quelle societarie e quelle ad alto rendimento. Un contesto più duraturo di tassi bassi, infatti, è favorevole a questi titoli, oltre al fatto che con tassi più bassi queste obbligazioni sono in grado di offrire rendimenti più elevati.
Se i titoli di Stato tedeschi hanno visto scendere i loro rendimenti, le pressioni al rialzo sono tornate a intensificarsi su quelli giapponesi, dopo che il governatore della Bank of Japan ha lasciato intendere che i tassi potrebbero aumentare ulteriormente, dopo averlo già portato il mese scorso al livello più alto degli ultimi trent’anni. I mercati scontano infatti altri due rialzi dei tassi entro la fine del 2026. Le tensioni sul mercato giapponese non dipendono però solo da cosa ha intenzione di fare la Banca centrale. L’offerta netta (cioè quanto viene messo oltre a quanto va in scadenza) di debito è destinata a crescere come non accadeva da oltre un decennio. Nel nuovo anno fiscale giapponese, che inizierà ad aprile, l’offerta netta di titoli sovrani dovrebbe aumentare dell’8%, arrivando a circa costringendo gli investitori privati ad assorbire una quantità maggiore di nuove emissioni. L’aumento dell’offerta netta, insieme alla riduzione degli acquisti da parte della Bank of Japan, potrebbe tradursi in un incremento della spesa per interessi a carico del governo e in un ulteriore rialzo dei rendimenti. Un segnale in questa direzione arriva già dal mercato: il rendimento del titolo di Stato decennale di riferimento è arrivato a toccare il 2,13% durante la scorsa settimana – per poi ripiegare al 2,09%, ma si tratta sempre di livelli che non si vedevano da decenni. Non puntare sui bond in yen.