BTp Valore: indicazioni operative
BTp Valore: indicazioni logistiche ed operative
BTp Valore: indicazioni logistiche ed operative
TEMPI E MODALITÀ
Il 27 febbraio saranno comunicate le cedole minime garantite del nuovo BTp Valore, il cui collocamento si terrà invece dal 2 marzo fino al 6 marzo alle ore 13, salvo chiusura anticipata. Per partecipare alla sottoscrizione basta usare il proprio home banking – compreso Poste italiane. Il minimo è di 1.000 euro.
CEDOLE MINIME GARANTITE
I tassi minimi garantiti comunicati il 27 febbraio saranno fondamentali per conoscere il rendimento minimo che il BTp Valore riconoscerà a chi lo acquista in sottoscrizione e lo manterrà fino a scadenza, considerando anche il premio fedeltà (una tantum) dello 0,8%. Sono chiamate cedole minime garantite perché il valore finale definitivo delle cedole del BTp Valore si potrà conoscere solo al termine del collocamento, ma non potrà essere inferiore a quello comunicato il 27 febbraio. Alla fine del collocamento, quindi, le cedole potranno essere uguali o più alte, ma non più basse di quelle comunicate il 27 febbraio.
NESSUN LIMITE ALLE RICHIESTE, MA ATTENZE ALLA CHIUSURA ANTICIPATA
Se si decide di partecipare a questa sottoscrizione, qualunque sia l’ammontare richiesto, esso sarà assegnato. Il Tesoro, infatti, non ha posto un limite a quanto può essere collocato con questo BTp Valore. L’unico rischio esistente di non vedersi attribuiti i BTp Valore è quello di effettuare la richiesta di sottoscrizione quando questa si è già conclusa. Ci sono diversi giorni per farlo, ma bisogna ricordarsi che il Tesoro ha la possibilità di chiudere le sottoscrizioni in anticipo rispetto al limite prefissato delle ore 13 di venerdì 6 marzo.
Queste sono le prime avvertenze, più di natura logistica, legate alla partecipazione alla sottoscrizione del nuovo BTp Valore. Ci sono però anche altre avvertenze di natura tecnica, legate all’investimento, di cui è interessante parlare.
STEP UP NON È TASSO VARIABILE
Le obbligazioni a tasso variabile prevedono una cedola che si modifica in funzione dell’andamento di un parametro di riferimento di mercato, come l’Euribor. Di conseguenza, il rendimento non è noto in anticipo per tutta la durata del titolo, ma dipende dall’evoluzione dei tassi di interesse. Se i tassi di mercato aumentano, anche la cedola cresce; al contrario, in caso di riduzione dei tassi, il rendimento diminuisce. Questa caratteristica rende le obbligazioni a tasso variabile particolarmente adatte a contesti di tassi crescenti e meno esposte al rischio di tasso rispetto alle obbligazioni a tasso fisso.
Le obbligazioni step-up, invece, presentano un meccanismo diverso: il tasso di interesse è prefissato al momento dell’emissione, ma è strutturato in modo da aumentare progressivamente nel tempo secondo un calendario già stabilito. Le cedole non dipendono dall’andamento dei tassi di mercato, bensì seguono un percorso di crescita noto fin dall’inizio. Questo consente all’investitore di conoscere in anticipo il flusso dei pagamenti, ma comporta il rischio che, in presenza di un aumento dei tassi di mercato, il rendimento dell’obbligazione risulti meno competitivo rispetto ad altre alternative e quindi il prezzo scenda. Non è dunque uno strumento da usare se l’obiettivo è quello di non rischiare di avere in portafoglio obbligazioni che, da qui ai prossimi sei anni, potrebbero avere un rendimento inferiore a quello che via via offrirà il mercato in caso di rialzo dei tassi.
I CRITERI DI SCELTA
Un altro aspetto di cui tenere conto è il seguente: il fatto che sia un titolo offerto in asta, riservato agli investitori retail, e che vi siano campagne ad hoc e collocamenti dedicati solo a questo BTp Valore, non lo rendono più esclusivo né un’offerta di cui non si può fare a meno nel panorama dei titoli di Stato italiani. Attenzione, questa affermazione non deve però essere letta come un giudizio negativo nei confronti del futuro BTp Valore. Il vero messaggio da comprendere è il seguente: il BTp Valore è un titolo di Stato italiano, un BTp con delle caratteristiche specifiche, ma può tranquillamente essere presente oppure non presente all’interno del proprio portafoglio di investimenti. Se, per esempio, si ha già una quota di BTp che nel nostro caso supera il 5%, limite che abbiamo imposto per qualunque emittente proprio per salvaguardare la diversificazione, il BTp Valore può non essere inserito e si può serenamente evitare di partecipare a questo collocamento. Inoltre, il Btp Valore verrà quotato sul mercato, il che significa che si potrà acquistarlo in qualunque momento. In questo caso non si avrà diritto al premio fedeltà dello 0,8% una tantum a scadenza, perché quest’ultimo è riservato a chi lo acquista in sottoscrizione e lo mantiene fino a scadenza. Potrebbe però tranquillamente accadere di acquistarlo in un periodo in cui i tassi sono aumentati, il prezzo è quindi sceso e il rendimento a scadenza di questo Btp Valore risulta maggiore.
In altri termini, solo perché c’è un nuovo collocamento del BTp Valore, solo perché se ne parla molto sui giornali, non bisogna pensare che sia un evento da non farsi sfuggire o un’occasione imperdibile. Bisogna piuttosto considerare se la scadenza, il rendimento e la tipologia di obbligazione step-up siano coerenti con i propri obiettivi di investimento e con il proprio portafoglio. Questi sono gli elementi oggettivi su cui basare la propria decisione di investimento.
Il fatto che se ne parli molto e che si senta dire, nei primi giorni di collocamento, che sono già stati sottoscritti miliardi di euro in un solo giorno non deve guidarci nella scelta. Si tratta del cosiddetto effetto gregge, un bias che porta a fare scelte non tarate su di noi, perché ci uniformiamo a ciò che fa la maggior parte delle persone, ma la maggior parte delle persone non siamo noi: hanno bisogni e situazioni diverse. Non bisogna neanche correre a sottoscrivere il BTp Valore pensando che, se non lo si fa subito, non ci sarà un’altra occasione per mesi e si perderà un’opportunità. Questa è la cosiddetta FOMO, la paura di perdere delle occasioni.
Come visto, il Btp Valore è solo una delle tante alternative presenti sul mercato. Se non lo si compra in sottoscrizione, vi sono altre obbligazioni che possono prenderne il posto senza perdere nulla in termini di rapporto rischio-rendimento.
STEP UP: VA BENE PER TUTTI?
Avevamo parlato dell’importanza di valutare se le caratteristiche del prodotto si adattino alle proprie necessità. Essendo uno strumento step-up, infatti, il BTp Valore potrebbe non essere adatto a tutte le tipologie di investitori. Se si guarda al solo rendimento a scadenza, avere cedole che crescono nel tempo non è così fondamentale. Se invece si hanno specifiche necessità in termini di flussi cedolari di cui si ha bisogno nel tempo, allora uno step-up, di qualunque tipologia e quindi non solo il Btp Valore, potrebbe non essere lo strumento più adatto.
Se si cerca un’obbligazione che garantisca flussi regolari, cioè cedole sempre uguali, il BTp Valore non fa per noi. Se, per esempio, si ha bisogno di cedole più alte nei primi anni anziché più avanti nel tempo, perché sappiamo di dover finanziare spese già note nel breve termine, allora uno step-up non è la scelta giusta. Se invece sappiamo che potremmo aver bisogno, con il passare del tempo, di un flusso cedolare più elevato, allora lo step-up diventa uno strumento utile.