Le nuove obbligazioni di Unicredit e SG
Nuove obbligazioni Unicredit e SG
Nuove obbligazioni Unicredit e SG
Sono attualmente disponibili tre obbligazioni: una di Unicredit e due di Société Générale.
UniCredit S.p.A. SC 09/02/41 Call EUR (100; ISIN IT0005694564) è un’obbligazione step down, detta in italiano a cedole decrescenti. Questi titoli si chiamano così perché l’ammontare delle cedole che pagano nel tempo diminuisce: si parte da una cedola più alta all’inizio e poi, progressivamente, scende. Le cedole possono diminuire di anno in anno, ogni due anni o ogni trimestre; ogni obbligazione ha una diversa dinamica di riduzione delle cedole. La regola generale è che si parte da una cedola che progressivamente si riduce durante la vita stessa dell’obbligazione.
Per questo bond le cedole sono così definite:
• 8% per le cedole in pagamento fino al 2028
• 5% per le cedole in pagamento fino al 2030
• 4% per le cedole in pagamento fino al 2032
• 3% per le cedole in pagamento fino al 2034
• 2,5% per le cedole in pagamento fino al 2036
• 2% per le cedole in pagamento fino a scadenza
Un’altra cosa di cui ci si deve ricordare è che, se le cedole diminuiscono nel tempo, in realtà il loro ammontare è già fissato. Non si tratta quindi di un’obbligazione a tasso variabile, perché nelle obbligazioni a tasso variabile l’ammontare della cedola non è predeterminabile né predeterminato in anticipo. Con gli step down, invece, si sa perfettamente quanto varranno. Questo significa che si tratta di fatto di un’obbligazione a tassi fissi, seppur decrescenti. Significa quindi anche che non ha il vantaggio di un tasso variabile, le cui cedole si adattano alle condizioni di mercato e quindi smorzano fortemente il rischio tassi. Diciamo questo perché un’obbligazione come questa di UniCredit, che scade nel 2041, ha una durata eccessiva. Non acquistare.
Per quanto riguarda i due titoli di SG, quello in euro (ISIN XS3281951783; 100) offre per i primi due anni una cedola fissa del 6% annuo lordo, pagata mensilmente. Successivamente, le cedole diventano variabili, del tipo reverse floater. Cosa significa? Che più l’Euribor a 3 mesi sale, più la cedola diminuisce. La formula con cui viene calcolata la cedola è: 6% meno Euribor 3 mesi, con minimo pari allo 0% e massimo pari al 6%. Data la struttura, più l’Euribor a 3 mesi rimane basso, più si guadagna.
Il bond in dollari (ISIN XS3281952088; 100) nei primi due anni di vita ha una cedola annua dell’8% lordo, pagata mensilmente. Dal terzo anno in avanti, il rendimento dell’obbligazione sarà collegato al CMS a 1 anno (USD CMS 1Y), ossia il tasso che riflette le aspettative sui tassi statunitensi a un anno. In questo caso, il rendimento variabile sarà pari all’8% meno USD CMS 1Y, con minimo pari allo 0% e massimo pari all’8%. Anche in questo caso si tratta di un reverse floater, quindi si guadagna tanto di più quanto più basso rimane il tasso CMS a 1 anno.
Dalla fine del secondo anno i due bond, a discrezione dell’emittente, possono essere richiamati. Puntare su una di queste due obbligazioni, o su entrambe, significa dunque aspettarsi che i relativi tassi di mercato a cui le cedole sono agganciate non raggiungano un livello tale per cui questi bond rendano meno dei corrispettivi a tasso fisso. Di fatto si fa una scommessa sull’andamento, da qui ai prossimi 15 anni in media, dei rendimenti di mercato.
È anche vero, però, che qualora i rendimenti di mercato dovessero rimanere bassi, le cedole di questi bond sarebbero sì elevate, ma comunque più elevate delle condizioni vigenti sul mercato. Si tratta dunque di una condizione in cui l’emittente ha interesse a richiamare il bond, perché se non lo facesse avrebbe un’obbligazione sul mercato che paga un tasso superiore a quello che potrebbe pagare richiamando il bond ed emettendone uno nuovo. Dunque, anche se si riuscisse a indovinare o se i rendimenti di mercato dovessero avere un andamento favorevole a chi ha comprato queste obbligazioni, non è detto che, data la presenza dell’opzione call, si sia in grado di beneficiarne appieno. Non acquistare.