La nuova serie dei Buoni fruttiferi postali (TF118A260506) dedicati ai minori, in collocamento da poche settimane, riporta al 5% lordo annuo il rendimento massimo per gli investimenti di durata maggiore. La struttura del prodotto resta sostanzialmente invariata, ma le condizioni economiche migliorano rispetto alla serie precedente di gennaio. Il cambiamento più importante riguarda quindi i bambini più piccoli, cioè quelli per cui il buono può restare investito più a lungo, fino al compimento dei 18 anni. Per le durate brevi e intermedie, invece, i rendimenti restano sostanzialmente allineati alla serie precedente.
Buoni postali per minori, rendimenti a confronto
| Scaglione indicativo — compimento del 18° anno tra | Serie precedente (TF118A260127) | Serie attuale (TF118A260506) | Confronto |
|---|---|---|---|
| 2027 – inizio 2032 | 2,00 | 2,00 | = |
| 2032 – inizio 2034 | 2,25 | 2,25 | = |
| 2034 – inizio 2042 | 2,50 | 2,50 | = |
| 2042 – inizio 2043 | 3,00 | 3,00 | = |
| Da primavera 2043 / scaglione finale | 4,00 | 5,00 | ↑ +1% |
I rendimenti indicati in tabella sono in percentuale annua lorda.
Il confronto evidenzia una sostanziale continuità nella struttura dei rendimenti: la progressione resta la stessa per la maggior parte delle durate. Il buono riconosce rendimenti crescenti man mano che aumenta il tempo che manca al compimento dei 18 anni del minore. La vera novità riguarda lo scaglione finale: nella serie di gennaio il rendimento massimo arrivava al 4% annuo lordo; nella nuova serie di maggio torna al 5% annuo lordo. Si tratta quindi di un miglioramento mirato, che riguarda soprattutto i minori molto piccoli, per i quali l’investimento può durare più anni.
Cosa cambia in concreto?
Per capire meglio l’effetto del ritorno al 5%, facciamo un esempio semplice.
Immaginiamo un neonato per il quale vengano investiti 1.000 euro in un Buono dedicato ai minori, mantenendo il titolo fino alla naturale scadenza, cioè fino al compimento dei 18 anni. Con la serie precedente, per le durate massime il rendimento annuo lordo era pari al 4%.
In pratica, il capitale cresceva anno dopo anno con il meccanismo della capitalizzazione composta: gli interessi maturati si aggiungono al capitale e producono a loro volta interessi negli anni successivi. Su un orizzonte lungo, 1.000 euro potevano diventare poco più di 2.000 euro lordi a scadenza.
Con la nuova serie, invece, per le durate più lunghe il rendimento massimo torna al 5% annuo lordo. A parità di investimento iniziale e di durata, il capitale finale può arrivare a circa 2.400 euro lordi.
La differenza è rilevante: su 1.000 euro investiti, il ritorno al 5% può valere diverse centinaia di euro in più a scadenza rispetto alla serie precedente. Il punto centrale è il tempo. Un punto percentuale in più può sembrare poco, ma su un periodo molto lungo, come 17 o 18 anni, l’effetto della capitalizzazione composta diventa significativo. Per questo la nuova serie è particolarmente interessante per chi sottoscrive il buono quando il bambino è ancora molto piccolo.
È ancora interessante?
Sì, la nuova serie è interessante, e lo è più della precedente per i minori molto giovani. Il ritorno del 5% lordo annuo sullo scaglione finale rende il prodotto nuovamente competitivo per chi vuole investire con un orizzonte lungo e senza esporsi alle oscillazioni dei mercati finanziari.
Restano inoltre alcuni punti di forza del prodotto: non ci sono costi di sottoscrizione, gestione o rimborso; l’importo minimo parte da 50 euro; il rendimento a scadenza è conosciuto in anticipo; il prodotto è garantito dallo Stato italiano. Naturalmente il buono dà il meglio se viene mantenuto fino alla scadenza naturale, cioè fino ai 18 anni del minore. In caso di rimborso anticipato, infatti, le condizioni sono molto meno favorevoli: il rendimento applicato è basso e, se il rimborso avviene prima di 18 mesi, non vengono riconosciuti interessi.
Il Buono per minori può essere una buona soluzione per chi vuole mettere da parte somme per figli o nipoti con un obiettivo di lungo periodo. È particolarmente adatto ai bambini piccoli, perché sono quelli che possono beneficiare più a lungo del rendimento più elevato.
Tutto quello che devi sapere sul Buono Postale per minori
Il Buono dedicato ai minori è un prodotto di risparmio emesso da Cassa Depositi e Prestiti e collocato da Poste Italiane. È assistito dalla garanzia dello Stato italiano. Può essere intestato solo a un minore e non può essere cointestato. La sottoscrizione è possibile dalla nascita fino a 16 anni e 6 mesi. Non è consentita la sottoscrizione a favore di chi abbia già superato questa età, né di chi la compia nel mese della sottoscrizione. La durata dipende dall’età del bambino al momento dell’acquisto. Il buono scade automaticamente quando il minore compie 18 anni e, dal giorno successivo, non produce più interessi. Si può investire a partire da 50 euro e per multipli di 50 euro. L’importo massimo sottoscrivibile da un unico soggetto nella stessa giornata lavorativa è pari a 1.000.000 di euro. Il buono può essere cartaceo o dematerializzato. La versione dematerializzata deve essere collegata a un Libretto di Risparmio Postale intestato al minore. La sottoscrizione può avvenire in ufficio postale, online tramite i canali di Poste Italiane o nell’ambito del Piano di Risparmio Piccoli e Buoni.
Non sono previsti costi per la sottoscrizione e il rimborso. La duplicazione di un buono cartaceo, invece, comporta una spesa di 1,55 euro. Il rendimento è fisso e cresce in base alla durata. Più tempo manca al compimento dei 18 anni, maggiore può essere il rendimento riconosciuto. Nella nuova serie, il rendimento annuo lordo a scadenza va dal 2% fino al 5%, a seconda della durata effettiva dell’investimento. Il rimborso anticipato è possibile, ma con regole specifiche. Se il titolare è ancora minorenne serve l’autorizzazione del giudice tutelare. Inoltre, in caso di rimborso prima dei 18 mesi dalla sottoscrizione, non vengono riconosciuti interessi. Gli interessi sono tassati al 12,5%. I buoni sono esenti da imposta di successione. L’imposta di bollo non si applica se il valore complessivo di rimborso dei buoni non supera 5.000 euro; oltre questa soglia, si applicano le regole ordinarie. Ai fini ISEE, i buoni fruttiferi postali, insieme ad altri strumenti garantiti dallo Stato, sono esclusi dal patrimonio mobiliare fino a 50.000 euro per nucleo familiare. In conclusione, la nuova serie migliora il profilo del prodotto per gli investimenti più lunghi. Non è uno strumento pensato per chi potrebbe avere bisogno di ritirare il capitale a breve, ma resta una soluzione semplice e adatta a chi vuole costruire nel tempo un capitale per figli o nipoti minorenni.
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