Cosa ha mosso i mercati
Anche se più corta del solito, per via delle festività pasquali, la settimana è stata comunque abbastanza “ampia” da contenere due andamenti opposti. Nei primi giorni, le Borse sono volate sulla scia della speranza (alimentate dalle dichiarazioni delle parti e in particolare della presidenza Usa) di uno stop al conflitto in Medio Oriente e di una conseguente riapertura dello stretto di Hormuz. Nei giorni successivi, tuttavia, sono ancora una volta le dichiarazioni provenienti da Washington ad aver determinato una gelata dei listini. Grazie allo sprint iniziale il bilancio settimanale resta positivo per le Borse negli Usa (+3,4% l’indice S&P 500, +4,4% il Nasdaq) e nell’eurozona (+3,4%), con Piazza Affari che segna un +5,2%. Ma la seconda parte della settimana non induce all’ottimismo: in Europa già si comincia a parlare di limitazioni agli spostamenti a fronte di tensioni sugli approvvigionamenti.
Tecnologici protagonisti, ma…
Anche a livello settoriale, l’andamento “a due fasi” è stato analogo a quello delle Borse nel loro complesso. Per i titoli tecnologici, in particolare, sono risultati amplificati sia la buona partenza a inizio settimana, sia la parziale frenata nei giorni successivi, portando il comparto dei semiconduttori a chiudere con un +3,6% e quello dei software con un +5,2%. Tra i titoli della nostra selezione, il risultato migliore della settimana è quello di Intel (50,38 Usd, Isin US4581401001, +16,8% questa settimana) dopo che ha annunciato l’intenzione di riacquistare, per 14,2 miliardi di dollari, il 49% della controllata del sito produttivo Fab 34 in Irlanda. Bene anche Meta Platforms (574,46 Usd, Isin US30303M1027, +9,3% questa settimana) e Alphabet (295,77 Usd, Isin US02079K3059, +7,8% questa settimana). Anche ai prezzi attuali, Alphabet merita ancora un acquisto; limitati, invece, a mantenere le azioni Intel e Meta Platforms.
Restando nel settore, Nvidia (177,39 Usd, Isin US67066G1040) si ferma “solo” a un +5,9% ma è comunque protagonista della cronaca dopo aver investito 2 miliardi in Marvell Technology, azienda californiana specializzata nello sviluppo semiconduttori che gestiscono il traffico dati dentro i data center. È un accordo che a prima vista può apparire strano (di fatto, un produttore che acquista una quota in un altro produttore), ma si inserisce in un quadro più generale di espansione del mercato. Mantieni.
Petrolio, frenata temporanea?
Speculare all’andamento delle Borse è il calo dell’oro nero (il brent è sceso da 113,4 a 108,9 dollari al barile), ma la situazione geopolitica degli ultimi giorni ha di nuovo invertito la rotta. Per questo, nonostante il sostanzioso calo registrato questa settimana, puoi continuare a mantenere titoli come Chevron (198,97 Usd, Isin US1667641005, -5,8% settimanale) o Exxon Mobil (160,69 Usd, Isin US30231G1022, -6% settimanale).
Air Liquide, buona resilienza
Air Liquide (180,52 euro, Isin FR0000120073) ha confermato che la guerra in Medio Oriente sta provocando tensioni per l’approvvigionamento di elio, gas essenziale per i semiconduttori (il Qatar produce un terzo dell'elio mondiale). Nell'immediato, il gruppo si sta rifornendo in altre zone e dispone di un grande sito di stoccaggio in Germania. Queste difficoltà si traducono in un aumento del prezzo dell'elio, a vantaggio di Air Liquide. Questo gas rappresenta, però, solo il 2,5% del suo fatturato: l’effetto positivo, quindi, è marginale. Nonostante il +4,4% settimanale, merita ancora un acquisto.
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