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Opas di Intesa su MPS

Opas di Intesa su MPS

Data di pubblicazione 11 settembre 2026
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Autore: Pia Miglio

Intesa dà il via libera alle nuove azioni: cosa cambia per te

L’assemblea autorizza l’aumento di capitale necessario per l’offerta su Mps. Le azioni Intesa potranno aumentare, ma la diluizione non è l’unico elemento da valutare.

L’assemblea straordinaria di Intesa Sanpaolo (6,662 euro; Isin IT0000072618) ha approvato ieri l’aumento di capitale necessario per pagare l’offerta su Monte dei Paschi di Siena. Il sì è arrivato con il 96,96% dei voti rappresentati in assemblea.

Questo non significa che l’acquisizione di Mps sia già conclusa e neppure che le nuove azioni siano già state emesse. L’assemblea ha autorizzato il consiglio di amministrazione a crearne fino a 5,7 miliardi, entro il 10 settembre 2027, se e nella misura in cui serviranno per completare l’offerta.

Per chi possiede azioni Intesa, quindi, oggi non cambia nulla: non deve aderire a un’offerta, non deve versare denaro e non perde alcun titolo.

Perché Intesa deve emettere nuove azioni

Intesa vuole acquistare Mps pagando in parte con proprie azioni. Per ogni 10 titoli Mps consegnati, offre 16 nuove azioni Intesa, a cui si aggiunge 1 euro in contanti per ciascuna azione Mps.

Se l’offerta avrà successo, gli azionisti Mps che aderiranno consegneranno i loro titoli e riceveranno in cambio azioni Intesa. Diventeranno quindi soci del gruppo guidato da Carlo Messina.

Intesa deve però avere a disposizione un numero sufficiente di azioni per effettuare lo scambio. Da qui nasce la necessità dell’aumento di capitale approvato dall’assemblea. Il limite di 5,7 miliardi rappresenta il numero massimo di titoli che potranno essere emessi, non necessariamente quello che verrà utilizzato.

Il numero effettivo dipenderà soprattutto da quante azioni Mps saranno portate in adesione.

Cosa significa per chi possiede azioni Intesa

Il primo effetto possibile è la diluizione. Con l’emissione di nuove azioni, ogni vecchio titolo rappresenterà una quota più piccola del capitale della banca. È come dividere la stessa torta in un numero maggiore di fette.

Ma la torta, nel frattempo, dovrebbe diventare più grande: Intesa non distribuisce gratuitamente le nuove azioni, bensì le scambia con Mps. Perciò la diluizione non è necessariamente uno svantaggio. La vera domanda è se le attività acquisite, i loro utili e i risparmi promessi valgano più del costo sostenuto e delle nuove azioni emesse.

Secondo i calcoli di Intesa, l’operazione dovrebbe aumentare, non diminuire, il valore prodotto per ogni azione. La banca prevede per il 2029 utili superiori a 16 miliardi di euro e circa 2,9 miliardi di sinergie annue prima delle imposte. Stima, inoltre, che utile e dividendo per azione possano risultare circa l’8% più alti rispetto a quanto previsto dal piano industriale senza Mps. Sono però obiettivi formulati dalla stessa banca, non risultati garantiti.

Dividendi e capitale

Secondo Intesa l’acquisizione consentirà di distribuire agli azionisti circa 61 miliardi di euro tra il 2025 e il 2029, contro i 50 miliardi previsti dal piano originario. Prevede anche un dividendo per azione superiore già a partire da quello relativo al 2026.

Questo è l’aspetto più favorevole per il socio, ma va letto con prudenza. I dividendi dipenderanno dagli utili effettivamente realizzati, mentre i riacquisti di azioni saranno possibili solo se il capitale della banca resterà sufficientemente solido e arriveranno le necessarie autorizzazioni.

Dove stanno i rischi dell’operazione

L’operazione è molto grande e non si limita all’acquisizione di un’altra banca. Intesa dovrebbe acquisire Mps, che a propria volta controlla Mediobanca, trattenere una parte delle attività e cedere a Unipol circa 635 sportelli e altre strutture. È quindi un riassetto complesso, anche se Intesa lo presenta come relativamente semplice da integrare.

Per l’azionista i rischi principali sono tre: che Intesa paghi Mps troppo, che i risparmi e i maggiori ricavi arrivino più lentamente del previsto e che l’integrazione costi più dei 2,1 miliardi di euro stimati. C’è poi il rischio che le autorità impongano condizioni più pesanti o che le adesioni all’offerta non siano sufficienti.

In sintesi, l’assemblea ha autorizzato Intesa a usare le nuove azioni se e nella misura in cui serviranno per comprare Mps. Per chi possiede il titolo, il giudizio dipende dalla convenienza complessiva dell’acquisizione. Se gli utili aggiuntivi supereranno l’effetto delle nuove azioni, l’operazione potrà essere positiva anche per il dividendo; se le promesse sulle sinergie non saranno rispettate, la diluizione diventerà più difficile da assorbire.

Tutte questioni che a cui oggi è praticamente impossibile rispondere.

Cosa ti conviene fare adesso

Se hai azioni Intesa Sanpaolo, in questo momento non devi fare nulla. Il voto dell’assemblea non richiede alcuna scelta da parte tua e non modifica subito il numero dei titoli che possiedi.

Non conviene neppure fermarsi alla parola “diluizione”. L’aumento delle azioni è solo una parte dell’operazione: bisognerà verificare quante ne saranno effettivamente emesse, quale parte di Mps entrerà nel gruppo e se gli utili aggiuntivi compenseranno l’allargamento del capitale.

Il passaggio assembleare era atteso e, da solo, non basta per cambiare giudizio sul titolo. Per valutare le conseguenze reali occorrerà seguire l’esito dell’offerta, le eventuali condizioni poste dalle Autorità e, soprattutto, i primi dati sull’integrazione. È lì che si capirà se la torta sarà cresciuta abbastanza da compensare il maggior numero di fette.

Se vuoi conoscere il consiglio sui singoli titoli degli intermediari coinvolti nel processo di acquisizione, vai qui. Se vuoi leggere l’approfondimento sul deposito dei documenti in Consob da parte di MPS, vai qui.

 

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