Le cedole dei certificate che consigliamo hanno una caratteristica interessante: sono compensabili fiscalmente. Ne abbiamo già parlato più volte, spiegando come e quando avviene questa compensazione —nel momento in cui le cedole vengono accreditate sul conto oppure a scadenza (dipende dalla propria banca). Oggi vogliamo approfondire un'altra strategia che si può costruire sfruttando l'efficienza fiscale di questi strumenti.
Dal punto di vista della compensazione fiscale, la regola d'oro è una sola: pianificare. È una strategia comprovata, che abbiamo raccontato in una serie di articoli: il modo migliore per compensare le minusvalenze pregresse non è rincorrerle all'ultimo momento. Quando mancano pochi mesi alla scadenza, le possibilità di manovra si riducono drasticamente ed è molto difficile operare. Bisogna pensarci per tempo — anche con anni di anticipo.
Obbligazioni sopra la pari: una minusvalenza programmata
Se si cercano cedole particolarmente generose in ambito obbligazionario, può capitare di acquistare titolo a un prezzo superiore alla pari. Questo significa, fondamentalmente, che al momento del rimborso — che avviene a 100 — si realizzerà una minusvalenza. Facciamo un esempio concreto: hai acquistato un'obbligazione a 102, con scadenza 2029. Su un nominale di 10.000 EUR, incasserai 10.000 EUR a scadenza contro i 10.200 EUR pagati (nel 102 abbiamo inserito tutto per semplicità), realizzando 200 EUR di minusvalenza. La cosa interessante è che lo sai già oggi e puoi ragionare di conseguenza.
La strategia: abbinare i certificati
Ed è proprio qui che entra in gioco la pianificazione. Sapendo già oggi quando e quanto realizzerai di minusvalenza, puoi acquistare certificati con scadenze compatibili le cui cedole, essendo compensabili, andranno a coprire quelle minusvalenze che avrai con le obbligazioni. In questo modo pagherai meno tasse sulle cedole, aumentando il rendimento netto complessivo dell’investimento in certificate.
Lo stesso ragionamento vale per tutte le minusvalenze che hai già nel tuo zainetto fiscale, anche se realizzate su altri investimenti: non è necessario che derivino da obbligazioni. La differenza vera è che con le obbligazioni sopra la pari puoi già pianificare oggi, perché conosci in anticipo l'entità della minusvalenza futura.
Ad esempio: tu hai già diverse obbligazioni in portafoglio e ne conosci le scadenze. Se nel 2027 hai un'obbligazione sulla quale realizzerai 100 EUR di minusvalenza, puoi già da adesso strutturare un'esposizione in certificati che genereranno cedole sufficienti a compensarla. E questo è il ragionamento
Scelta degli strumenti e obiettivi
Questa non è una strategia da applicare sempre e comunque: dipende dai tuoi obiettivi. Se punti a una rendita periodica elevata, puoi scegliere obbligazioni con cedole più alte e prezzi sopra la pari, abbinandole ai certificati per gestire il carico fiscale. Se invece preferisci un prezzo d'ingresso più basso, perché punti alla crescita del capitale anche attraverso le obbligazioni, questa strategia non fa per te.
Esistono diversi strumenti e tipologie di prodotti con caratteristiche diverse: riuscire a combinarli con la dovuta pianificazione ti mette nella condizione di sfruttare al meglio la tua posizione fiscale, senza perdere nemmeno un euro di rendimento netto per mancata ottimizzazione.