Non è un semplice atto societario: dietro questa operazione c’è la logica della ricerca di efficienza industriale e della creazione di sinergie. MPS punta a creare una piattaforma integrata in cui far confluire il finanziamento alle società, le operazioni di investimento e l’attività bancaria quotidiana dedicata al pubblico dei correntisti. Ma questa fusione non è l’unica in vista. Alle porte potrebbe essercene un’altra, meno nota ma degna di attenzione: mi riferisco all’offerta pubblica d’acquisto e scambio di Banca CF+ su Banca Sistema, che mira a consolidare un’altra nicchia del credito specialistico. Se guardiamo il quadro complessivo, la stagione delle fusioni nel credito italiano ha una narrativa ricorrente: l’industria bancaria cerca economie di scala e razionalizzazioni, ma i veri risparmi sui costi non si vedono ancora per i correntisti. Gli accorpamenti, se da un lato aumentano l’efficienza, dall’altro riducono competizione, uno degli elementi da cui normalmente derivano vantaggi per i risparmiatori. Così come il sole scioglie i ghiacci in primavera, le operazioni di fusione stan lentamente trasformando il paesaggio bancario italiano: ma è difficile dire se questo disgelo porterà davvero acque più limpide per chi utilizza i servizi bancari. Insomma, le opportunità di risparmio dobbiamo andarcele a cercare, confrontando le condizioni dei conti correnti (i calcolatori sul nostro sito vi aiutano in questo senso) e, se necessario, cambiando banca.
Alessandro Sessa
Direttore responsabile Investi