La Federal Reserve ha deciso oggi di mantenere i tassi d'interesse invariati nel range 3,5%–3,75%, come ampiamente atteso, con un voto di 11 a 1. L'unico dissenso è arrivato dal governatore Stephen Miran, favorevole a un taglio immediato dello 0,25%. La decisione conferma l'orientamento già espresso in precedenza: le proiezioni ufficiali ("dot plot") indicano un solo taglio da 0,25% nel corso del 2026, seguito da un ulteriore taglio di pari entità nel 2027.
A pesare sulla scelta della Fed è soprattutto l'escalation del conflitto in Medio Oriente, che ha coinvolto Iran, Israele e Stati Uniti. L'inasprimento delle tensioni ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio, alimentando i rischi inflazionistici e rendendo, secondo la banca centrale, l'impatto sull'economia americana ancora "incerto". A complicare il quadro si aggiunge un mercato del lavoro che mostra segnali di debolezza, dopo un report occupazionale di febbraio al di sotto delle attese. La Fed descrive comunque l'attività economica come in crescita "a ritmo solido", mentre l'inflazione è giudicata "moderatamente elevata".
Sul fronte delle previsioni, le nuove stime economiche della Fed registrano una lieve revisione al rialzo della crescita 2026, portata al 2,4% dal precedente 2,3%, e un'inflazione anch'essa rivista verso l'alto, al 2,7% dal 2,4%, con un analogo aggiustamento nella misura core, che sale al 2,7% rispetto al 2,5% stimato a dicembre. Il tasso di disoccupazione per il 2026 rimane invece stabile al 4,4%.
I mercati hanno reagito in modo misto: l'S&P 500 ha accusato un calo, mentre i rendimenti dei Treasury sono scesi dopo l'annuncio. Gli investitori continuano comunque a scontare almeno un taglio dei tassi entro la fine dell'anno. Sul piano politico, il presidente Donald Trump ha rinnovato la sua richiesta di un abbassamento immediato del costo del denaro. La successione a Jerome Powell alla guida della Fed rimane invece in sospeso: la nomina di Kevin Warsh è bloccata in Senato, in attesa della conclusione dell'indagine del Dipartimento di Giustizia sul progetto di ristrutturazione della sede della banca centrale.