L’ultima rilevazione sull’andamento dei prezzi nell’Eurozona mostra un’accelerazione dell’inflazione nel mese di febbraio 2026, un dato inatteso che conferma l’approccio prudente finora adottato dalla Banca centrale europea. L’inflazione complessiva si è attestata all’1,9% su base annua, in aumento rispetto all’1,7% registrato a gennaio e appena al di sotto dell’obiettivo del 2% fissato dall’istituto di Francoforte. Il dato è superiore alle attese che si aspettavano un livello pari a quello di gennaio. Anche l’inflazione di fondo, che esclude le componenti più volatili come energia e alimentari, ha sorpreso al rialzo, raggiungendo il 2,4%. Un ruolo particolarmente significativo è stato svolto dal settore dei servizi, che ha messo a segno un incremento del 3,4%. Il dato dell’inflazione di fondo è anche superiore a quello delle attese (+2,2%).
Tra i Paesi che hanno contribuito maggiormente al rialzo figura l’Italia, a causa dell’effetto Olimpiadi.
Questi dati, essendo riferiti al mese di febbraio, non tengono conto di quanto sta avvenendo in Iran. In questo contesto, se non si prevedevano tagli dei tassi da parte della Bce già prima di questi dati e degli eventi in Medioriente, ora sono totalmente esclusi.