È una domanda che sorge spesso, e diventa ancora più grande quando si è già capito qual è l'obiettivo per cui si investe, si ha del capitale a disposizione — anche se si tratta di poche decine di euro – e si è intenzionati ad investire.
Perché non si inizia, allora? Perché i mercati sono in una situazione positiva e si preferisce aspettare un momento di ribasso, oppure perché sono in calo e si preferisce aspettare tempi migliori. C'è sempre un motivo per rimandare, sempre una paura, soprattutto per chi è agli inizi. In realtà, chi attende il momento perfetto per investire probabilmente incapperà sempre in qualche occasione mancata: nel timore di prendere una decisione di cui poi pentirsi, si finisce per non decidere mai.
I mercati finanziari conoscono fisiologicamente sia rialzi sia ribassi, ma nel lungo termine i rialzi tendono a essere più ampi e numerosi dei cali. Questo significa che i mercati, in generale, sono sempre stati in grado di generare ricchezza nel tempo. Ed è qui la prima grande lezione: il momento migliore per investire è oggi.
Detto questo, esistono strumenti e strategie che possono aiutare a ridurre il rischio di entrare sui mercati in un momento sfortunato, attenuando l'impatto della volatilità sul proprio investimento. Uno di questi è il PAC, il Piano di Accumulo di Capitale.
Il PAC è una strategia di investimento dilazionata nel tempo: anziché investire tutto in un'unica soluzione, si acquista periodicamente, anche con piccoli importi. Questo approccio ha un effetto importante: quando i mercati scendono, con la stessa cifra fissa si acquistano più quote; quando salgono, se ne acquistano di meno. Nel tempo, questo meccanismo tende a smussare gli alti e i bassi del mercato, riducendo così l’impatto del momento di inizio dell’investimento.
Facciamo un esempio concreto. Se si avvia un PAC mensile per cinque anni, si effettuano 60 acquisti. Il peso del primo, rispetto all'insieme di tutti gli altri, è di 1/60: diventa quindi praticamente irrilevante. E più il PAC si estende nel tempo — dieci, quindici anni, ad esempio sull'azionario — più il momento del primo ingresso perde importanza.
Il PAC, inoltre, elimina gran parte dell'emotività legata all'investimento. Essendo regolare, si acquista sempre, sia quando i mercati scendono sia quando salgono, evitando così i due errori più comuni: vendere per paura durante i ribassi, anziché coglierli come opportunità di accumulo a prezzi più convenienti, e restare fermi per paura di sbagliare il momento di entrata, non investendo mai.
UTILE ANCHE PER CHI GIÀ INVESTE
I vantaggi del PAC non riguardano però solo chi inizia da zero. Anche un investitore esperto, con un portafoglio già strutturato, può trovarsi di fronte alla necessità di investire nuova liquidità o di reinvestire il ricavato dalla vendita di un titolo. In questi casi, invece di entrare tutto in una volta su una nuova azione o su un nuovo settore, si può scegliere di farlo progressivamente attraverso un PAC, riducendo anche qui il rischio di entrata e l'esposizione alla volatilità.
In sintesi, il PAC è uno strumento utile a tutti: riduce la paura di sbagliare il momento, disciplina il comportamento dell'investitore, e permette di costruire un capitale nel tempo partendo anche da cifre molto contenute.
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