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Inflazione area euro e rialzo dei tassi

Inflazione area euro e rialzo dei tassi

Data di pubblicazione 31 luglio 2026
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Autore: Alberto Cascione

Eurozona: inflazione in accelerazione. Rialzo a settembre?

Oltre al dato della zona euro è arrivato quello sul carovita di Italia e Polonia. Ecco il punto

L'inflazione nell'eurozona è salita al 2,9% a luglio, dal 2,8% di giugno, un dato in linea con le attese degli analisti. A spingere i prezzi verso l'alto è stato soprattutto il rialzo dei costi energetici, cresciuti del 10%, in seguito alla ripresa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e al conseguente aumento del prezzo del petrolio. Anche l'inflazione dei servizi e quella "core" (al netto di energia e alimentari) sono salite, segnale di pressioni sui prezzi più diffuse nell'economia dell'area euro. L’inflazione di fondo è risultata anche più alta delle attese (2,5% contro 2,4%).

Il dato arriva a una settimana dalla decisione della Banca Centrale Europea di mantenere invariati i tassi di interesse, in attesa di valutare meglio l'impatto del conflitto mediorientale su crescita e inflazione. Tuttavia, i mercati considerano ormai probabile un nuovo rialzo dei tassi a settembre:

In Italia, il quadro va in controtendenza rispetto all'area euro nel suo complesso: secondo le stime preliminari Istat, a luglio 2026 l'indice nazionale dei prezzi al consumo (NIC) segna una variazione del +0,2% su base mensile e del +2,8% su base annua, in calo dal +3,0% di giugno. Il rallentamento riflette soprattutto la dinamica dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +4,4% a +3,8%) e, in particolare, degli energetici non regolamentati (da +13,3% a +10,6%), oltre che dei servizi vari (da +2,5% a +1,8%). In accelerazione restano invece gli energetici regolamentati, che balzano dal +9,2% al +14,9% — unico comparto in cui le tensioni energetiche osservate a livello europeo si fanno sentire con più forza — insieme agli alimentari lavorati (da -0,2% a +0,2%) e ai servizi di trasporto (da +1,1% a +1,6%). L'inflazione di fondo, al netto di energia e alimentari freschi, resta stabile a +1,6%, mentre il "carrello della spesa" si conferma a +1,3%.

In Polonia, l'inflazione ha invece accelerato in modo più marcato: a luglio è salita al 3% su base annua, dal 2,5% di giugno, in linea con le attese, con una variazione mensile dello 0,8%. Il fattore principale dietro l'impennata è stato il prezzo dei carburanti, balzato del 15,8% su base annua e del 13,9% su base mensile, in seguito sia all'escalation del conflitto in Medio Oriente sia alla decisione del governo polacco di porre fine al programma che limitava i rincari dei carburanti sul mercato interno.

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