Stati Uniti: rallentamento superficiale, fondamentali solidi
L'economia americana ha decelerato nel secondo trimestre, con il PIL reale cresciuto dell'1,5% annualizzato (dal 2,1% del trimestre precedente), un dato inferiore alle attese (+2,1%). Il rallentamento, tuttavia, appare più formale che sostanziale: i consumi privati sono saliti del 3,2%, sostenuti da benzina più economica, rimborsi fiscali generosi, promozioni commerciali e una spesa vivace per beni durevoli, turismo e ristorazione — quest'ultima spinta anche dagli eventi legati alla Coppa del mondo di calcio. Sul fronte investimenti, le imprese hanno accelerato in modo marcato (+8,4% negli investimenti fissi non residenziali), trainate soprattutto dalla corsa agli investimenti in intelligenza artificiale da parte dei grandi gruppi tecnologici. La domanda interna privata, indicatore ritenuto più affidabile della salute dell'economia, è cresciuta del 3,9%, il ritmo migliore dal 2023.
A frenare il dato complessivo sono stati soprattutto l'aumento delle importazioni e la riduzione delle scorte, fattori collegati sia alle tensioni legate al conflitto con l'Iran sia alle mosse anticipatorie delle aziende in vista di nuovi dazi. Sul fronte prezzi, l'inflazione core PCE (3,4% dal 4,4%, attese a 3,5%) è scesa sotto le attese, un segnale incoraggiante per la Fed, anche se restano rischi legati all'energia, ai dazi e al calo del tasso di risparmio delle famiglie, ormai ai minimi dal 2022.
Eurozona: attese battute
L'economia dell'Eurozona ha offerto una prova di tenuta superiore alle attese nel secondo trimestre del 2026, con una crescita del PIL pari a +0,4% rispetto al trimestre precedente. Si tratta del risultato migliore registrato da oltre un anno, ben oltre le previsioni, che si attendevano un più modesto +0,2%. Dopo la fase di sostanziale stagnazione osservata a inizio anno, la ripresa appare diffusa, coinvolgendo contemporaneamente le quattro maggiori economie dell'area: Germania, Francia, Italia e Spagna sono tutte tornate su un sentiero di crescita.
Italia: crescita modesta ma in continuità
In Italia, il PIL del secondo trimestre 2026 è cresciuto dello 0,2% trimestrale e dell'1% su base annua. A trainare la crescita è stato il settore dei servizi, mentre agricoltura e industria hanno registrato un calo. Dal lato della domanda, la componente nazionale ha dato un contributo positivo, controbilanciato da un apporto negativo della domanda estera netta. La variazione acquisita per l'intero 2026 si attesta allo 0,8%.

