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Senza alcuna eccezione, i dati relativi all’inflazione nel mese di maggio hanno deluso per tutti i Paesi. Intanto il Pil Usa rivela che gli americani sono sempre meno propensi a spendere, colpa della scarsa sfiducia.
In Europa gli indicatori di fiducia restano in bilico tra una situazione attuale difficile e la speranza nel domani. Negli Usa i prezzi alla produzione e le scorte di petrolio frenano gli ottimismi sull’inflazione.
La Germania trascina l’economia europea. Le difficoltà del settore auto pesano sull’economia Usa.
Il dato sulla disoccupazione a marzo nell’area euro non riserva sorprese negative, ma allo stesso tempo non mette in luce segnali di miglioramento.
Delude la fiducia dei tedeschi, ma in Italia il dato sulle attese dei consumatori registra un dato positivo e oltre le attese.
I dati economici smentiscono gli sforzi della Fed per ridare fiducia agli investitori; in Europa, le parole della Bce alimentano il nervosismo dei mercati.
In mancanza di sorprese dai dati economici, ci sono molte novità da tutte le maggiori Banche centrali.
Mentre i rendimenti negli Usa hanno proseguito il calo, in Europa hanno ricominciato a salire.
Nel clima d’incertezza attuale, i mercati non si accontentano delle dichiarazioni e cercano maggiori indicazioni sfoderando la lente d’ingrandimento per leggere tra le righe dei verbali delle Banche centrali.
La Bce ha lasciato i tassi invariati, ma si mostra più possibilista su un futuro cambiamento di politica.
Per la Bce è sempre più grave il dilemma tra crescita e inflazione: quanto resisterà senza tagliare i tassi?
La fiducia tedesca è ai minimi, tuttavia in Europa non sono mancate le notizie positive.