Su Borsa Italiana è sbarcata Unicredit Spa Mc 01/09/38 Eur (100; Isin IT0005667693). Questa obbligazione paga, con frequenza annuale, una cedola del 5% lordo annuo nel 2026 e nel 2027, il 150% dell'Euribor e mesi per il periodo che va dal 2028 e fino a scadenza. E' previsto un cap pari al 5%.
Capita spesso di imbattersi in obbligazioni a lunga durata, superiori ai dieci anni, con struttura a tasso misto, che vengono proposte di frequente sul mercato, e di cui abbiamo spesso parlato. Guardando l’investimento in ottica di obiettivi, occorre distinguere bene i casi:
- Cedola certa e costante: se la priorità è avere un flusso periodico garantito anche su un orizzonte molto lungo, queste obbligazioni non rappresentano la scelta ideale. In questo scenario, è più opportuno orientarsi verso obbligazioni con prezzi, magari anche più elevati, ma che offrano cedole stabili e più consistenti.
- Speculare sui tassi (in calo): se invece l’obiettivo è guadagnare da un futuro calo dei tassi rivendendo il titolo prima della scadenza, occorre tenere presente che i bond a tasso variabile reagiscono meno alle variazioni dei tassi d’interesse. Questo perché le loro cedole si adeguano automaticamente ai livelli correnti di mercato, limitando l’impatto sulla quotazione.
- Speculare su tassi (in rialzo): si vuole acquistare questa obbligazione in modo tale che, quando i tassi daranno più alti, anche quelli di queste cedole saranno più alti. In realtà, 13 anni sono un orizzonte temporale molto lungo che tutta probabilità coprirà più cicli dei tassi, per cui ci saranno sia momenti con tassi più alti, sia momenti con tassi più bassi. Inoltre, vi è comunque un cap al 5%, quindi le cedole non potranno valere più del 5%, aspetto che limita i potenziali rialzi delle cedole. Infine, non elimina il problema di una lunghezza troppo lunga, 13 anni, rispetto alla strategia consigliata attualmente.
- Strategia combinata: per chi cerca un rendimento cedolare elevato su un lungo periodo, senza rinunciare a protezione dal rischio tassi e magari puntando anche su un possibile ribasso dei tassi, esiste un approccio più equilibrato: costruire una strategia obbligazionaria mista. Un esempio è affiancare a un bond a tasso fisso di lunga durata (es. 13 anni) un’obbligazione a breve termine, di un anno, in pari proporzione. Così facendo si abbassa la duration complessiva, si mitiga il rischio reinvestimento e il rendimento medio si adatta ai tassi di mercato nel tempo, in parte come accade con un titolo a tasso variabile. Allo stesso tempo, si conserva il beneficio del rendimento più elevato offerto dal bond a lunga scadenza.
Conclusione: non acquistare questa obbligazione.