Opportunità tra le obbligazioni
Opportunità tra le obbligazioni
Opportunità tra le obbligazioni
Tra le opportunità settimanali vi è la conferma del consiglio sulle obbligazioni in dollari neozelandesi - vedi qui.
Su Borsa Italiana sono stati quotati anche tre nuovi titoli. Il primo è un’obbligazione in euro con una scadenza coerente con la strategia seguita per i bond di eurolandia: Esm Fx 2.125% 17/11/28 (100,08; EU000A1Z99X3). Trattandosi di un ente sovranazionale, questa obbligazione può essere acquistata inserendola nella quota di portafoglio destinata ai titoli di Stato. Gli altri due strumenti sono obbligazioni denominate sia in euro (World Bank Sustain Fx 2% Nov30 Call Eur Green Bond; 98,18; XS3222579370), sia in dollari (World Bank Sust Fx 3.25% 26/11/30 Call Usd; 97,46; XS3222578059), entrambe con una scadenza allineata alla strategia obbligazionaria prevista per questa valuta. Presentano inoltre un’opzione di richiamo anticipato a partire dal secondo anno, quindi dal 2027. Avevamo già introdotto il concetto di possibilità di acquistare un bond con opzione di rimborso anticipato, le cosiddette obbligazioni callable, qualora sia la data di scadenza sia quella della prima finestra di richiamo fossero coerenti con le scadenze consigliate. In questo caso, la scadenza finale è allineata, mentre la prima data di rimborso anticipato è di due anni: dunque leggermente più corta rispetto ai tre anni previsti per le obbligazioni consigliate, sia in dollari sia in euro.
È anche vero, però, che le obbligazioni con durata a due anni hanno un giudizio di possibile acquisto, perché possono essere utili all’interno del proprio portafoglio obbligazionario se si segue una strategia come la ladder o la barbell. Pertanto, queste due obbligazioni possono essere acquistate qualora si investa utilizzando una delle due strategie appena citate.
A tenere banco sui mercati è la questione del Giappone, con uno yen su livelli molto bassi. I mercati sono preoccupati della sostenibilità del piano fiscale che il nuovo primo ministro vorrebbe implementare per sostenere la crescita economica. Si tratta di un piano fiscale imponente - il più ampio della pandemia ad oggi. Il problema è rappresentato dal fatto che il Giappone ha tra i più alti debiti pubblici tra i Paesi sviluppati, unitamente al fatto che la Banca centrale giapponese ha aumentato i tassi di interesse- e potrebbe farlo ancora - rendendo così più oneroso indebitarsi. La combinazione di yen debole e di rendimenti in rialzo sui titoli di Stato nipponici non è però al momento un segnale o un'opportunità di ingresso sulle obbligazioni del Sol Levante.