La preoccupazione per l'impatto del conflitto in Medio Oriente sull'inflazione continua a spingere i tassi obbligazionari al rialzo. Negli Stati Uniti, il decennale è arrivato al 4,43%. E quando i rendimenti offerti dagli Stati Uniti salgono, il resto del mondo segue, tanto più che la minaccia di un'impennata dell'inflazione legata ai prezzi dell'energia è globale. In Germania, il tasso a 10 anni ha raggiunto il 3,1%, il rendimento più alto dal 2011, un balzo significativo rispetto al circa 2,7% registrato prima dell'inizio del conflitto. Scenario analogo su numerosi altri mercati europei. Il debito francese si avvicina al 3,84%, un massimo da 17 anni. Il debito belga, spagnolo e portoghese si attesta intorno al 3,6%-3,7%. In Italia, i guadagni in termini di prezzo degli ultimi anni sono stati azzerati: il decennale è tornato al 4,06% contro il 3,3% precedente al conflitto.
Al di fuori della zona euro, i tassi britannici a 10 anni sfiorano il 5%. Non si registravano tali livelli da 18 anni. Persino il tasso svizzero è passato dallo 0,25% pre-conflitto allo 0,41%. È arrivato al 2,38% il tasso giapponese a 10 anni: al massimo dal… 1999!
Un fenomeno del genere è raro. Nei periodi di forte incertezza, gli investitori cercano tradizionalmente la sicurezza dell'obbligazionario a scapito delle azioni. Questa massiccia diffidenza degli investitori nei confronti del debito la dice lunga sull'assenza di visibilità per il futuro. Come difendersi? Ora più che mai diversificare soprattutto in termini di scadenze, quindi acquistando diverse obbligazioni in euro, ma anche in dollari, con una lunghezza differente, ma sempre all’interno dell’intervallo consigliato, è fondamentale. È l’unico modo per moderare e gestire al meglio il rialzo dei tassi, ma è anche un modo per inserire in portafoglio obbligazioni con rendimenti più elevati. Un altro modo per gestire il rischio tassi è sfruttare la gestione attiva della duration dei fondi consigliati. In ottica valutaria, euro e dollaro sono le monete su cui puntare, non lo sono sterlina e yen, pur con gli attuali rendimenti.