Su Borsa Italiana è sbarcto il del bond World Bank Sust Fx 1.95% 31/03/2031 Call Eur (Isin XS3298822688; 99,6), che ha l’opzione di rimborso anticipato. In questo caso però, la prima data per il rimborso è il 31/03/2028 – quindi tra due anni - e la scadenza naturale è il 31/03/2031, quindi 5 anni. Dunque, la durata minima e quella massima sono coerenti con la nostra strategia di investimento sui bond in euro. Non potrai sapere per certo quando sarà rimborsata, ma qualunque sarà quel momento sarà comunque in linea con quello degli altri bond consigliati. Per questo il consiglio è acquista. Ovviamente, se preferisci un bond di cui sai con certezza la scadenza, questo non è adatto a te.
I dati sull’inflazione di marzo hanno mostrato un carovita in rialzo. L’aumento è stato più marcato nell’eurozona rispetto all’Italia: non solo si conferma quindi un’inflazione dell’eurozona più elevata di quella italiana, ma il differenziale è anche aumentato. Questo differenziale può portare a un’ulteriore riflessione. Senza ovviamente dedicare tutta la componente obbligazionaria a prodotti inflation-linked — perché, se la fiammata inflattiva non si verificasse o fosse limitata nel tempo, si rischierebbe di avere in portafoglio titoli con rendimenti inferiori rispetto a quelli a tasso fisso — si può valutare l’inserimento anche di un titolo indicizzato all’inflazione europea: Bundei 0.5% 15/04/2030 (100,86; Isin DE0001030559) Investendo in questo strumento, oltre all’incertezza sull’andamento dell’inflazione — che incide anche sul rendimento del BTP Italia — si introduce un’ulteriore variabile: si è coperti dall’inflazione europea e non da quella italiana. Se l’inflazione dell’eurozona dovesse essere pari o superiore a quella italiana (come sta accadendo), la copertura potrebbe risultare persino migliore - ma vale anche il contrario. Il vantaggio è la diversificazione: trattandosi di un emittente diverso, si può aumentare la quota di titoli indicizzati all’inflazione mantenendo al tempo stesso una diversificazione tra emittenti.