Inflazione e obbligazioni: cosa fare oggi
Aprile è stato un mese in cui è tornata la paura per l'inflazione. I dati provenienti dalla Banca Centrale Europea non mostrano ancora un rialzo significativo del caro vita, sebbene l'inflazione di fondo non segnali ancora tensioni particolari. L'inflazione di fondo è quella che non tiene conto del cibo e dell'energia — ed è proprio quest'ultima, alla luce di quanto sta accadendo a livello geopolitico, a generare i maggiori rialzi al momento.
Non bisogna tuttavia pensare che si tratti di un effetto puramente transitorio, o meglio: è ancora troppo presto per dirlo. Quanto abbiamo visto con la guerra in Ucraina ne è un esempio eloquente: inizialmente si registrò un rialzo dell'inflazione generale, quella che include anche la componente energetica. Ma poiché i prezzi dell'energia sono rimasti elevati a lungo, i maggiori costi si sono trasferiti anche sui prezzi di altri beni e servizi — come quelli legati al settore dei servizi — facendo emergere nel tempo anche l'inflazione di fondo. Occorre quindi prestare grande attenzione alle scelte che si compiono oggi in ambito obbligazionario.
Cosa fare: le regole da seguire
Di seguito le indicazioni principali, organizzate in modo schematico.
Regole generali, valide sempre e in qualsiasi contesto:
- Diversifica sempre. Non acquistare esclusivamente titoli di Stato italiani, tedeschi o obbligazioni di un unico emittente bancario. Distribuisci gli investimenti tra emittenti diversi, con un peso massimo del 5% per ciascun emittente.
- Diversifica le scadenze. Non concentrare tutto su una sola data di rimborso: acquista una quota di obbligazioni con scadenza a 2 anni, una a 3, una a 4 e una a 5. In questo modo riduci il rischio legato all'andamento dei tassi nel tempo.
- Mantieni scadenze contenute: preferibilmente 2-3 anni, con un massimo di 5.
Regola specifica per l'attuale contesto inflattivo:
- Puoi inserire in portafoglio un titolo indicizzato all'inflazione, come il BTP Italia. Anche in questo caso, trattandosi di un BTP, il peso massimo consigliato è del 5% del portafoglio complessivo.
- Non investire esclusivamente in titoli indicizzati all'inflazione. Se l'inflazione dovesse salire solo per un breve periodo, questi strumenti offrirebbero un rendimento limitato. Il BTP Italia può dunque far parte del portafoglio, ma non dominarlo.
Una nota sulle cedole:
Se, a causa dell'inflazione, il tuo potere d'acquisto si riducesse e avessi bisogno di entrate più frequenti, potresti valutare l'acquisto di obbligazioni con una cedola più alta e un prezzo più elevato: il rendimento complessivo sarà equivalente a quello di un'obbligazione con cedola bassa e prezzo scontato, ma nel primo caso incasserai flussi periodici che potranno aiutarti a far fronte alle maggiori spese correnti. Nel secondo caso, invece, i guadagni si concentreranno tutti al momento del rimborso finale, senza entrate intermedie nel frattempo.
La lista dei titoli in uro oggi all'acquisto la trovi qui.