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La settimana delle obbligazioni

La settimana delle obbligazioni

Data di pubblicazione 06 luglio 2026
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Autore: Alberto Cascione

La settimana delle obbligazioni: inflazione, lavoro e valute

Il calo dei prezzi energetici raffredda l'inflazione nel mondo, ma le Banche centrali rispondono in modo tutt'altro che uniforme

I TASSI. Settimana caratterizzata da una tendenza al rialzo dei tassi: negli Stati Uniti i tassi (a 10 anni) sono saliti dello 0,1%, in Norvegia dello 0,10%, in Italia il rendimento del nostro BTp decennale è invece salito dello 0,11%, mentre quelli dei Bund dello 0,05% e questo ha portato a un leggero aumento dello spread di 5 punti base (cioè 0,05%). In Cina sono invece rimasti, ancora una volta, praticamente fermi.

LE VALUTE. Tra le divise presenti nei nostri portafogli, sia a livello obbligazionario sia azionario, spicca il +0,6% del dollaro, a cui fa da contraltare il -1,8% della Norvegia. A perdere sono stati anche il peso messicano (-0,5%), il dollaro australiano (-1%) e lo zloty polacco (-0,6%), mentre chiudono in positivo la rupia indiana (+0,5%) e, seppur in misura minore, lira turca (+0,2%), yuan cinese (+0,2%), real brasiliano (+0,3%) e rupiah indonesiana (+0,3%).

Top&Flop valute 6 luglio 2026

IL CONTESTO. A giugno l'inflazione nell'eurozona ha rallentato più del previsto, scendendo al 2,8% dal 3,2% di maggio, complice il calo dei prezzi energetici legato all'allentamento delle tensioni in Medio Oriente. Anche l'inflazione di fondo ha sorpreso al ribasso. La BCE resta cauta: il capo economista Lane avverte che gli effetti dei rincari energetici potrebbero non essersi ancora scaricati su alimentari e servizi, mentre alcuni governatori nazionali propendono per un atteggiamento attendista, tenendo aperte tutte le opzioni per luglio e settembre.

Negli Stati Uniti il mercato del lavoro rallenta: a giugno sono stati creati appena 57.000 posti, ben sotto le attese, con revisioni al ribasso dei mesi precedenti. Il calo della disoccupazione al 4,2% riflette una contrazione della partecipazione, scesa al 61,5%, più che una crescita solida. Turismo e intrattenimento soffrono, sanità, costruzioni e manifattura restano dinamici, la tecnologia perde posti a favore dell'automazione. Gli investitori hanno ridotto le attese di nuovi rialzi dei tassi Fed.

In Cina il PMI manifatturiero è tornato in espansione a giugno, a 50,3 punti dai 50 di maggio, sopra le attese e sostenuto dalle esportazioni; migliora anche il PMI servizi, ma resta debole la domanda interna. Lo yuan continua a essere ritenuto artificialmente sottovalutato: Lagarde chiede un confronto globale sul tema, mentre Bruxelles valuta contromisure sull'export cinese.

A giugno 2026 i dati sull'inflazione di Svizzera, Polonia e Turchia hanno un denominatore comune: il calo dei prezzi energetici allenta le pressioni globali. Le Banche centrali restano diverse: quella svizzera teme un'inflazione troppo bassa, quella polacca si avvicina a tagli, quella turca resta cauta nonostante il raffreddamento.

Andamento prodotti obbligazioni 6 luglio 2026

COSA CI ASPETTA QUESTA SETTIMANA. Questa settimana non sono in programma eventi istituzionali rilevanti – per le riunioni delle Banche centrali c’è da aspettare ancora un po’. Il dato di maggiore interesse è sicuramente la pubblicazione dei verbali della riunione della Fed, che con la nuova strategia di comunicazione del governatore Warsh assumono ancora più importanza – questo aspetto lo puoi approfondire nel nostro podcast settimanale.

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