Tra le diverse strategie obbligazionarie, esiste anche il cosiddetto Direct Indexing. Con questa strategia si acquistano direttamente i titoli che compongono un indice invece di acquistare un prodotto che replica quell’indice - come un Etf. Il Direct Indexing si può implementare sia con le azioni sia con le obbligazioni – quindi i titoli che si compreranno saranno azioni, se l’indice da cui si attinge è azionario, oppure obbligazioni se l’indice è obbligazionario.
Concentriamoci sul Direct Indexing obbligazionario. Questa strategia consente una maggiore personalizzazione del portafoglio, dato che è l'investitore che acquista direttamente, e quindi sceglie, le obbligazioni. La personalizzazione è sicuramente un vantaggio, perché consente di acquistare i titoli che più possono essere utili ai bisogni e alle necessità del singolo investitore (per esempio scegliere una durata precisa, obbligazioni che pagano cedole di un certo ammontare o in determinati mesi…). L’altro vantaggio è che si possono compensare i guadagni realizzati sui prezzi delle obbligazioni con eventuali perdite su altre obbligazioni.
Ci sono però anche dei risvolti negativi. Un indice, comprato nel suo complesso, è più diversificato. Perdendo di diversificazione, aumenta il rischio. Un Etf permette inoltre di acquistare in un colpo solo un numero elevato di titoli con un capitale contenuto. Tenendo conto dei minimi di investimento di un singolo bond, invece, per acquistare un numero sempre maggiore di titoli è necessario un capitale che diventa sempre più importante. Anche le spese di compravendita aumentano facendo molti singoli acquisti sui singoli bond. Inoltre, alcuni bond hanno minimi molto elevati: se sono all’interno di un Etf, sono accessibili anche ai piccoli risparmiatori, mentre se si devono acquistare singolarmente potrebbero richiedere un minimo di investimento non a portata dell’investitore.

