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Altroconsumo: test sulle acque minerali

23 giu 2005

Solo una questione di gusto ma attenzione ai prezzi.

Scegliere di pagare per dissetarsi è solo una questione di gusto. Le acque minerali non sono indispensabili così come non giovano alla salute più di quella potabile e costano molto di più. E’ quanto emerge da un test di Altroconsumo, associazione indipendente di consumatori, su  49 acque minerali che verrà pubblicato sul numero di luglio della rivista omonima.

Le acque minerali sono state sottoposte a rigorose analisi di laboratorio per valutarne la qualità e la conformità ai valori di legge. Gli esperti di Altroconsumo hanno inoltre esaminato le etichette delle bottiglie e sottoposto a degustatori professionisti le acque minerali per valutarne il sapore.

Quasi tutte le acque coinvolte nel test condotto dall’associazione risultano di buona qualità e in regola con i valori di legge, fatta eccezione per il caso S.Giorgio (acqua di produzione sarda) che è stata eliminata dal test a causa della presenza di contaminanti.
Sicuramente migliorabile invece, l’etichetta delle acque prese in esame: obbligatoria per legge, riporta a caratteri minuscoli la composizione, mentre evidenzia indicazioni come “microbiologicamente pura” (ogni acqua deve essere pura, per legge!), “stimola la digestione”, “indicata per l’alimentazione dei neonati”. Indicazioni fuorvianti utilizzate come cavallo di battaglia della pubblicità al solo scopo di aumentare le vendite. 

I risultati del test condotto da Altroconsumo evidenziano anche che le acque minerali hanno in media prezzi molto elevati. Vi sono tuttavia grandi differenze di costo tra le acque testate. Per le naturali da 1,5 litri si passa da un minimo medio di 30 centesimi a bottiglia a un massimo di 76 centesimi: una differenza del 150% circa sul prezzo di vendita. Divario che può arrivare al 200% tra le acque frizzanti da 1,5 litri. Altroconsumo, sulla base dei risultati del test, ha calcolato che è comunque possibile risparmiare senza rinunciare alla qualità anche 175 € l’anno, tenendo conto del rapporto qualità/prezzo.

Costi di imballaggio e pubblicitari incidono molto più della materia prima stessa, sulla composizione del prezzo finale della bottiglia. E di fatto a pagare sono i consumatori finali. Un costo ancor più gravoso se si pensa ai risvolti ambientali che la produzione di circa 200.000 tonnellate di bottiglie di plastica (solo in Italia) può comportare.

Ma quale acqua è meglio bere? La prova di degustazione del test evidenzia differenze di gusto che possono essere criteri di scelta. Ma l’acqua potabile, fornita dall’acquedotto, è sempre una buona alternativa: è più controllata e ha l’ulteriore pregio di essere a buon mercato. Decidendo comunque di optare per un’acqua minerale, Altroconsumo invita a scegliere, per l’uso quotidiano, un’acqua oligominerale (come la maggior parte delle acque potabili) e  contenuto di nitrati più basso possibile.