La settimana delle Borse: il nuovo anno inizia tra luci e ombre
notizie contrastanti per i primi giorni del 2026
notizie contrastanti per i primi giorni del 2026
La settimana che ha fatto da ponte tra il vecchio anno e il nuovo non è stata particolarmente ricca di dati macroeconomici o societari, complici le pause festive. Il bilancio di questa settimana “corta” non è, alla fine, particolarmente eclatante né da una parte né dall’altra dell’Atlantico. Negli Usa, l’indice S&P500 chiude con un calo dell’1%, un po’ più ampio il calo del Nasdaq (-1,5%) influenzato dai tecnologici (vedi oltre). Nell’eurozona, invece, il bilancio settimanale è, in media, un +1,8%, con un +2,8% per Amsterdam trascinata da ASML (anche qui, vedi più avanti). A livello settoriale, spicca in negativo il -3,1% del comparto auto, zavorrato dallo scivolone di Tesla. Le società del comparto energia, invece, archiviano in media un +1,5% settimanale e anche dopo le notizie del fine settimana sull’arresto del presidente venezuelano non sembrano subire particolari contraccolpi: nella giornata di lunedì 5 gennaio, al momento in cui chiudiamo questa analisi, le Borse in generale viaggiano in territorio positivo, anche sulla scia del fatto che il Paese rappresenta una quota assolutamente minoritaria della produzione di petrolio mondiale).
Nel suo complesso, il settore della tecnologia archivia la settimana con un bilancio piuttosto incolore (-0,3%) dovuto, però, a due tendenze contrastanti: da un lato, la discreta performance del comparto dei semiconduttori (+1,2%), dall’altro il calo del comparto dei software (-2,1%). Un dualismo che si riscontra anche nell’andamento dei singoli titoli, con un brillante +9,7% per ASML (986,3 euro, Isin NL0010273215, acquista) e +8,8% per Intel (39,38 Usd, Isin US4581401001, mantieni) ma sul fronte opposto un -4,5% per IBM (291,5 Usd, Isin US4592001014, mantieni) e un -2% per Microsoft (472,94 Usd, Isin US5949181045, acquista). È un -1,9%, invece, il bilancio settimanale di Meta Platforms (650,41 Usd, Isin US30303M1027) che ha acquistato la start-up di intelligenza artificiale Manus (Singapore). Il gruppo fa della ricerca e sviluppo nell’IA una delle sue priorità: una scelta quasi obbligata nel contesto attuale, ma il titolo nel suo complesso ne tiene già conto ed è correttamente valutato. Mantieni.
Il settore farmaceutico registra, in media, un calo dello 0,5% settimanale: esattamente lo stesso risultato archiviato da Sanofi (82,32 euro, Isin FR0000120578) nonostante le ultime novità che vedono il gruppo rafforzarsi nel settore dei vaccini. La società ha, infatti, acquistato per 2,2 miliardi di dollari la società di biotecnologie Dynavax, che commercializza già un vaccino contro l’epatite (Heplisav-B) e ha diversi altri vaccini in fase di sviluppo, come quello contro lo Zoster. Si tratta di prodotti che possono completare l’offerta di Sanofi, già uno dei leader nel campo dei vaccini. Questa acquisizione dovrebbe ridare fiducia agli investitori dopo un 2025 segnato da risultati deludenti nella ricerca interna. Vista la debolezza del titolo, che ai prezzi attuali è secondo noi sottovalutato, il nostro consiglio su questa azione non cambia. Acquista.
Nella settimana che fa da transizione tra vecchio e nuovo anno, la maglia nera tra le società della nostra sele-zione va a Tesla (438,07 Usd, Isin US88160R1014) con un -7,8%. A pesare è l’ufficializzazione (anche se già se ne aveva il sentore) della perdita del primato nel settore delle auto elettriche. In base agli ultimi dati pubblicati dalle agenzie di informazioni, il gruppo statunitense non è più il principale produttore mondiale in questo comparto, surclassato da BYD. Il colosso cinese ha visto le sue vendite balzare nel 2025, in particolare al di fuori dei confini nazionali, e questo le ha permesso di spodestare Tesla, che ha invece registrato vendite in declino per il secondo anno consecutivo e un quarto trimestre particolarmente complesso, soprattutto negli Usa dove la combinazione tra una gamma ritenuta meno appetibile, minori incentivi pubblici e l’aumento della concorrenza ha particolarmente pesato. Anche ai prezzi attuali, non modifichiamo il nostro giudizio su Tesla: vendi.