EHang (10,19 dollari Usa al 25/3; Isin US26853E1029 l'Adr su New York che vale due azioni) ha annunciato risultati finanziari record per il quarto trimestre e l’intero 2025, con ricavi in crescita rispettivamente del 48,4% e dell’11,7% su base annua. Nel trimestre, le consegne di velivoli eVTOL (Velivoli elettrici capaci di decollare e atterrare verticalmente, senza pista, spesso usati per mobilità urbana aerea) hanno raggiunto 100 unità e l’azienda ha registrato il primo utile netto secondo i principi contabili americani, segnando un importante miglioramento rispetto alle perdite precedenti. Anche la redditività al di là dei principi contabili americani è aumentata significativamente. Su base annua, i ricavi hanno toccato 509,5 milioni di yuan cinesi (72 milioni di dollari). Le perdite per l’intero anno sono comparabili a quelle del 2024, con circa 33 milioni di dollari di rosso, 0,22 dollari di perdita per azione, cioè 0,44 dollari di perdita per ogni Adr quotato al Nasdaq che equivale a due azioni.
Questo non deve stupire perché stiamo parlando di una società che si sta ancora facendo strada in un settore particolarmente nuovo, e quando ve l’avevamo presentata la prima volta avevamo già detto che dal 2017 non aveva mai chiuso un anno in attivo. Allora avevamo previsioni per ulteriori perdite nel 2025 (-0,06 dollari per azione) con gli analisti che si attendevano un utile già nel 2026 (0,31 dollari) e poi nel 2027 (0,59 dollari).
Per il futuro, EHang prevede una fase di forte espansione operativa e commerciale, con l’avvio ufficiale dei voli commerciali del modello EH216-S in Cina a partire da marzo 2026, segnando il passaggio da attività sperimentali a servizi per il pubblico. Parallelamente, l’azienda punta ad accelerare la certificazione e la commercializzazione del nuovo VT35, progettato per mobilità interurbana a più lungo raggio. La strategia include anche un rafforzamento della presenza internazionale, in particolare in mercati come Thailandia, dove sono in corso test operativi e l’ottenimento delle autorizzazioni per servizi commerciali. EHang intende inoltre ampliare la propria capacità produttiva e migliorare l’integrazione della filiera industriale per supportare una crescita su larga scala. Per il 2026, l’azienda prevede ricavi intorno a 600 milioni di RMB (+18% su base annua), sostenuti dalla crescente adozione dei servizi di mobilità aerea avanzata.
Dopo perdite 2025 maggiori delle attese gli analisti finanziari hanno ridotto il loro ottimismo per il futuro con 0,044 dollari di utile attesi per il 2026, 0,116 nel 2027 e 0,846 nel 2028. Sono dati che ci sentiamo di sottoscrivere e che la rendono a seconda degli anni più o meno cara. Ma non è quello che conta. Quello che conta è che nonostante la situazione attuale con l’economia che rischia grosso per via della guerra con l’Iran, si intravveda ancora il momento in cui la società passerà da conti in rosso a conti in attivo. Potrebbe essere già il 2026 o se tutto peggiorasse nel 2027, ma se riesce a tenere duro dovrebbe essere tra i pionieri del settore.
È evidente che il buon padre di famiglia che guarda a investimenti poco rischiosi non dovrebbe avere il titolo. Chi vuole fare una scommessa sul settore delle auto volanti può pensarci. Ma deve sapere che è molto rischiosa e che se pure il prezzo è crollato molto dalla prima volta che ne abbiamo parlato e ancor più dalla seconda, non sono esclusi ulteriori crolli o anche che chiuda a seguito di una crisi economica generale. La speculazione è che, però, superati i momenti difficili che potrebbero venire dalla guerra in Iran, resista e che il futuro sia dei taxi volanti.