Se il cantiere si rimette in moto
Comunque vada, il cantiere europeo che si rimette in moto è in ogni caso una buona notizia per gli investitori.
Comunque vada, il cantiere europeo che si rimette in moto è in ogni caso una buona notizia per gli investitori.
Seppur con accenti diversi su problematiche differenti, l’Ue sembra aver finalmente preso atto del proprio ritardo strutturale in settori strategici, come l’AI e le tecnologie emergenti. Un ritardo che per anni ha pesato anche sui listini europei, penalizzati da prospettive di crescita tecnologica inferiori rispetto agli Usa. Sovranità tecnologica e capacità produttiva sono, infatti, leve centrali per sicurezza economica e crescita della produttività. Investire soldi in questa direzione è il modo migliore per favorire economie di scala, sia per le tecnologie più avanzate sia per quelle più tradizionali, contribuendo a ridurre la frammentazione che frena l’innovazione del continente. Le ricadute positive potrebbero essere molte, sul piano occupazionale e industriale, con una riduzione dei costi e dei tempi di sviluppo e una maggiore integrazione di piattaforme digitali d’avanguardia per cybersecurity, robotica e AI. A fianco di tutto questo, c’è poi la prospettiva suggerita da Macron, ma frenata da altri, di andare verso una cooperazione più strutturata sul debito comune, andando oltre l’esperienza episodica del Next Generation EU. Comunque vada, il cantiere europeo che si rimette in moto è in ogni caso una buona notizia per gli investitori. C’è da augurarsi che continui a funzionare.
Alessandro Sessa
Direttore responsabile Investi