Sell in May and go away (vendi a maggio e allontanati) è un vecchio motto che risale a quando la finanza aveva ancora ritmi quasi stagionali. Col tempo, però, le cose si sono fatte più sfumate e i mercati, nel 2026, non assomigliano più a quelli che conoscevamo anni fa. Oggi le Borse sono sostenute da flussi continui verso gli Etf, da algoritmi che operano senza interruzioni e da investitori globali che reagiscono in tempo reale. Come se non bastasse, il mercato Usa è trainato da pochi colossi tecnologici legati all’intelligenza artificiale: titoli che correranno finché ci sarà fiducia in questa innovazione. A prescindere dal periodo dell’anno in cui ci troviamo, naturalmente. Questo non significa che i rischi siano spariti: le valutazioni restano elevate e ci sono diversi elementi che possono preoccupare gli investitori. Ma la cautela, oggi, sembra avere più a che fare con la qualità del portafoglio e con la cronaca geopolitica internazionale (vedi alla voce Golfo Persico) che con l’applicazione automatica di vecchi adagi finanziari. Sell in May and go away è probabilmente uno dei tanti miti di mercato che il tempo sta logorando. Oggi i mercati, e relative logiche, seguono dinamiche troppo diverse perché vecchi schemi stagionali funzionino ancora davvero. In fondo, proprio come nel clima, anche sui mercati le stagioni sembrano essersi meno distinte. Quindi il vero rischio, oggi, non è ignorare il calendario. È continuare a investire come se nulla fosse cambiato.
Alessandro Sessa
Direttore responsabile Investi