E questo può avere conseguenze importanti: attraverso gli Etf che li replicano, milioni di investitori possono ritrovarsela in portafoglio anche senza averla scelta. Il primo osservato speciale è il Nasdaq 100. Le nuove regole consentono alle grandi matricole di entrare nell’indice più rapidamente. Se e quando SpaceX entrerà nel Nasdaq 100, gli Etf che lo replicano dovranno comprarla. Poiché un indice è sempre una torta da dividere in un numero fisso di fette, se arriva un nuovo colosso, gli altri componenti devono diventare fette più piccole e gli Etf dovranno ribilanciare gli investimenti. Intendiamoci: il peso di SpaceX non sarà tale da far deragliare Nvidia, Apple e i titoli tecnologici nel loro complesso. Significa, però, che una quota dei flussi di capitali futuri, oggi diretti verso queste azioni, verrà deviata verso SpaceX. E questo conta, in una fase in cui l’AI ha già corso molto, sostenuta da attese elevate. L’arrivo di una nuova storia capace di attrarre capitali può favorire dinamiche nuove, non contro la tecnologia, ma dentro la tecnologia. Sull’indice S&P 500 i tempi saranno più lunghi. Lo stesso vale per gli indici Msci, ma il tema non scompare. Per chi è già esposto ai titoli tecnologici, SpaceX è solo un altro tassello dello stesso racconto. E proprio perché la tecnologia è sui massimi, un nuovo polo di attrazione può evidenziarne le fragilità: valutazioni elevate, aspettative ambiziose e portafogli sempre più concentrati. Non è un motivo per uscire dal settore, ma è un'occasione per ricordare che, quando il mercato ha corso, basta poco per metterne alla prova le certezze.
Alessandro Sessa
Direttore responsabile Investi