È quello che accade oggi nel comparto bancario, dove si lavora su fusioni e acquisizioni. Su un tavolo si muovono UniCredit e Commerzbank. Su un altro Mps, Mediobanca e Generali. Più in là ci sono Banco Bpm, Bper, Crédit Agricole e le banche territoriali. Ma in questo risiko bancario non è in gioco solo chi compra quale banca. Si comprano reti commerciali, clienti, canali attraverso cui vendere conti, mutui, fondi, polizze e servizi di investimento. La partita interessa anche chi non ha azioni bancarie, ma è solo cliente. Il caso di Generali lo mostra bene. Si tratta, infatti, di uno dei grandi snodi del risparmio italiano. Arrivarci, anche indirettamente attraverso Mediobanca, significa avvicinarsi a masse gestite, premi assicurativi, previdenza e distribuzione finanziaria. Per i clienti gli effetti di questa fase possono essere meno visibili, ma molto concreti. Può cambiare il numero di sportelli, la forza commerciale con cui vengono proposti fondi e polizze, il costo del conto, la remunerazione della liquidità. Un grande gruppo può dare solidità ed efficienza, ma può anche ridurre la concorrenza. E per il risparmiatore non è quasi mai una buona notizia. Non conviene, quindi, restare a guardare. Mentre i grandi giocatori fanno le loro mosse strategiche, ciascuno può controllare almeno la propria posizione: quanto costa davvero il tuo conto corrente? Quanto rendono i soldi depositati? I calcolatori di Altroconsumo su conti correnti e conti deposito servono proprio a questo: riportare la partita sul terreno che conta per il cliente. Perché, in quella sala piena di scacchiere, anche chi guarda ha una mossa da fare.
Alessandro Sessa
Direttore responsabile Investi.

