Ma in questi ultimi giorni è tornato a farsi vedere il cartello “4%”. Lo espongono, per ora, BBVA e ING, in un momento non casuale: la Bce ha appena alzato i tassi, cercando di frenare un’inflazione che il conflitto in Medio Oriente e il rincaro dell’energia rendono più ostinata del previsto. Anche sul mercato obbligazionario il clima è cambiato: i rendimenti sono risaliti e i prezzi dei titoli hanno ripreso a muoversi con maggiore nervosismo, aprendo spazio a opportunità interessanti, ma che allo stesso tempo richiedono una certa accortezza nel gestire i propri investimenti. In questo scenario, anche il denaro fermo sul conto corrente può essere collocato in altro modo. Non significa che il mercato sia tornato a essere generoso: la vetrina può ingannare. Due cartelli con scritto 4% non significano necessariamente la stessa cosa: cambia la durata, cambia il prodotto su cui viene riconosciuto il tasso, cambiano gli obblighi richiesti e cambiano anche i costi da mettere in conto, per cui ogni scelta va valutata con attenzione. Siamo, comunque, di fronte a un piccolo cambio di scenario, sufficiente a riportare sotto i riflettori una parte del patrimonio che per mesi sembrava destinata a restare sullo sfondo. In questo numero guardiamo da vicino queste offerte. Sul nostro sito, invece, i nostri comparatori dei conti deposito permettono di allargare lo sguardo alle alternative sul mercato. Se i rendimenti interessanti sono tornati in vetrina, occorre valutare bene quali sono le condizioni di ciascun prodotto. È lì che si gioca la vera convenienza.
Alessandro Sessa
Direttore responsabile Investi

