Snam ha collocato il suo primo green bond allineato agli European green bond standard. Questo standard definisce le regole utilizzo dei proventi, processo di valutazione e selezione dei progetti, gestione dei proventi e rendicontazione da seguire per poter emettere green bond. È una misura importante perché permette agli investitori di scegliere con maggiore sicurezza i bond che puntano su attività e progetti sostenibili. Inoltre, dà alla società che emette l’obbligazione una maggiore certezza che il bond sarà adatto agli investitori che cercano obbligazioni green nel loro portafoglio.
Questo standard copre quattro aree principali: utilizzo dei proventi, processo di valutazione e selezione dei progetti, gestione dei proventi e rendicontazione.
- Allineamento alla tassonomia: gli emittenti che utilizzano lo standard dovranno dimostrare che i proventi della loro vendita di obbligazioni sono in linea con la Tassonomia dell’Ue.
- Trasparenza: è necessaria la massima trasparenza sul modo in cui i proventi obbligazionari vengono allocati attraverso requisiti di rendicontazione dettagliati.
- Revisione esterna: tutti i green bond europei devono essere controllati da un revisore esterno per garantire la conformità al regolamento e l'allineamento della tassonomia dei progetti finanziati. Questa non è più una raccomandazione, ma piuttosto un requisito.
- Supervisione dei revisori da parte dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA): i revisori esterni che forniscono servizi agli emittenti di obbligazioni verdi europee devono essere registrati e supervisionati dall'ESMA.
Per quanto riguarda il bond, si tratta di Snam 3,25%1/07/2032 (98,992; Isin XS3096163160). Purtroppo, ha un minimo da 100.000 euro e quindi è di fatto fuori dalla portata dei piccoli investitori.