A gennaio, l’inflazione di fondo negli Stati uniti è scesa al livello più basso dal 2021 (al 2,5% annuale dal 2,6% - centrando le attese dei mercati). Nonostante ciò, i dati mensili mostrano un aumento in linea con le aspettative, trainato soprattutto dai servizi, che continuano a esercitare una certa pressione al rialzo sui prezzi. L’indice generale, invece, rallenta al 2,4% annuale, sotto le attese del 2,5% (a dicembre 2025 era al 2,7%).
All’interno delle singole componenti dell’indice si osservano movimenti significativi: le tariffe aeree registrano un forte aumento del 6,5%, segnando un deciso rimbalzo; il costo dei funerali cresce al ritmo più elevato mai registrato; i prezzi della ristorazione fuori casa salgono solo leggermente dello 0,1%, probabilmente anche grazie alle iniziative di alcune catene che puntano su offerte più accessibili. Nel comparto dei beni, spiccano invece l’aumento del tabacco e prodotti da fumo (+2,1%, il più alto dal 2017) e il calo dei prezzi degli alcolici acquistati per consumo domestico, scesi dello 0,4%.
La supercore inflation dei servizi ha raggiunto il suo livello più basso dal marzo 2021, indicando un rallentamento significativo delle pressioni inflattive in questo comparto. La supercore inflation è una misura particolarmente seguita dalla Fed perché esamina l’andamento dei servizi esclusi gli affitti, eliminando quindi sia i beni sia le componenti più volatili come alimentari ed energia, ed è spesso utilizzata per valutare quanto le pressioni salariali e la domanda di servizi stiano influenzando i prezzi in modo strutturale.
In ottica Fed questi dati non modificano in modo sostanziale le prospettive della Federal Reserve, perché il quadro delineato suggerisce una disinflazione graduale, con segnali di raffreddamento in alcune componenti chiave, ma anche con elementi che spingono la Fed a mantenere un atteggiamento prudente che resta prudente riguardo a possibili tagli dei tassi. La Banca centrale, infatti, appare intenzionata ad attendere diverse letture aggiuntive su inflazione e mercato del lavoro prima di intervenire nuovamente. Nel frattempo, i mercati continuano a prevedere che l’inflazione possa raggiungere un picco entro metà anno, aprendo la strada a potenziali riduzioni dei tassi tra giugno e luglio.