Ecco come gestire le poste fuori portafoglio
Strategia 80-10-10
Strategia 80-10-10
La strategia di investimento che utilizziamo come riferimento si chiama 80-10-10 e i numeri che la compongono non sono casuali: rappresentano i pesi da assegnare alle diverse componenti del patrimonio investito. Comprendere la logica sottostante a questi pesi — e la flessibilità con cui possono essere modulati — è fondamentale per costruire un portafoglio solido, adatto al proprio profilo di rischio e capace di cogliere le opportunità che i mercati offrono nel tempo.
Il fulcro della strategia: almeno l'80% nei portafogli
Il cuore della strategia è rappresentato dai portafogli, che devono pesare almeno l'80% del patrimonio investito complessivo. Questo valore è una soglia minima, non un limite massimo: nulla impedisce di allocare anche il 90%, il 95% o addirittura il 100% del proprio capitale in uno dei portafogli disponibili.
Per chi sceglie di gestire autonomamente i propri investimenti, sono disponibili tre strategie replicabili in modalità fai-da-te, quindi acquistando direttamente ETF e obbligazioni. In alternativa, è possibile affidarsi direttamente ai portafogli costruiti e gestiti per Altroconsumo, scegliendo quello più coerente con i propri obiettivi di lungo periodo.
Le poste extra portafoglio: opportunità complementari, non sostitutive
Attorno al fulcro dei portafogli si collocano le cosiddette poste extra portafoglio: investimenti che sfruttano specifiche opportunità di mercato o contesti favorevoli, ma che per loro natura presentano caratteristiche diverse rispetto al portafoglio. Queste poste si dividono in due categorie:
È importante sottolineare che non è obbligatorio utilizzare entrambe le componenti, né è necessario raggiungere le quote massime indicate. Le combinazioni possibili sono molteplici: si può scegliere di investire il 95% nei portafogli e solo il 5% in poste extra speculative, oppure destinare il 5% a ciascuna delle due tipologie di poste extra portafoglio mantenendo il 90% nel portafoglio core. LE combinazioni possibili sono tante, l’importante è non andare mai sotto l’80% con il peso dei portafogli e oltre il 10% con le poste extra-portafoglio. La strategia è per sua natura flessibile e adattabile alla situazione personale di ciascun investitore.
La flessibilità delle poste non speculative: si può andare oltre il 10%
Un aspetto spesso sottovalutato della strategia riguarda le poste extra portafoglio non speculative. Poiché queste presentano un profilo di rischio inferiore rispetto a quelle speculative, è logicamente coerente — e strategicamente accettabile — aumentarne il peso oltre la soglia indicativa del 10%, compensando o sostituendo in tutto la quota speculativa.
Un portafoglio composto dall'80% investito nei portafogli strutturati e dal 20% in poste extra portafoglio esclusivamente non speculative risulta, in termini di rischio complessivo, potenzialmente più conservativo rispetto alla configurazione standard 80-10-10. Non si tratta quindi di una deviazione dalla strategia, ma di una sua declinazione più prudente, del tutto coerente con i principi di fondo.
L'unica regola da non violare è quella della soglia minima dell'80% nei portafogli: la quota da destinare alle poste extra portafoglio può essere aumentata o ridotta, redistribuita tra speculative e non speculative, ma la componente core non deve mai scendere sotto quella soglia. La quota delle poste extra portafoglio speculative non deve mai andare oltre il 10%, in nessun caso.
Una scelta anche tattica: ridurre le posizioni speculative nei momenti di mercato difficile
La strategia 80-10-10 non è solo un’impostazione strutturale di lungo periodo: può essere declinata anche come scelta tattica, particolarmente utile nei momenti di maggiore incertezza sui mercati. In fasi come quella attuale, caratterizzate da elevata volatilità, può avere senso ridurre temporaneamente la quota di investimenti speculativi all'interno del patrimonio, con l'intenzione di ripristinarla successivamente, quando le condizioni di mercato torneranno più favorevoli.
Questa riduzione non implica una revisione della strategia di fondo, ma una calibrazione temporanea del livello di rischio — una scelta prudenziale che non compromette la solidità complessiva del portafoglio.
Un esempio pratico: i certificati come posta extra portafoglio non speculativa
Per rendere concreta questa logica, prendiamo l'esempio dei certificati a capitale condizionatamente protetto, che rientrano tipicamente nella categoria delle poste extra portafoglio non speculative. In linea teorica, è possibile aumentarne il peso oltre il 10% del patrimonio investito, a condizione però di rispettare un principio fondamentale: la diversificazione tra emittenti.
Aumentare l'esposizione ai certificati non significa concentrarla su un unico emittente. Al contrario, per distribuire correttamente il rischio è necessario acquistare certificati emessi da almeno tre soggetti distinti. Questo obiettivo è pienamente raggiungibile nel tempo: basta non acquistare tutti i certificati nello stesso momento, ma attendere che si presentino opportunità su emittenti differenti — come avviene regolarmente nel corso dell'anno.
La diversificazione rimane il principio cardine
L'esempio dei certificati illustra un principio che vale per l'intera strategia: la flessibilità nella costruzione del portafoglio non deve mai tradursi in concentrazione del rischio. La diversificazione — geografica, per asset class e per emittente — rimane la colonna portante di qualsiasi scelta di allocazione, indipendentemente dalla configurazione specifica che si sceglie di adottare all'interno dell’80-10-10.
Rispettare questa logica consente di cogliere opportunità di mercato senza compromettere la solidità complessiva del patrimonio investito, mantenendo il giusto equilibrio tra ricerca di rendimento e gestione del rischio nel lungo periodo.