Ad aprile 2026 l'inflazione torna ad accelerare su entrambi i fronti, italiano ed europeo, con la componente energetica che si conferma il principale fattore di pressione al rialzo dopo mesi di relativa quiete.
In Italia, secondo le stime preliminari dell'Istat, il carovita registra ad aprile una variazione del +2,8% su base annua, in netta accelerazione rispetto al +1,7% del mese precedente. La dinamica riflette principalmente la forte risalita dei prezzi degli energetici non regolamentati — passati da -2,0% a +9,9% — di quelli regolamentati (da -1,6% a +5,7%) e l'accelerazione degli alimentari non lavorati (da +4,7% a +6,0%). Un quadro in larga misura speculare si registra a livello di Eurozona. L'inflazione nei ventuno Paesi dell'area euro è salita al 3% ad aprile, dal 2,6% di marzo, allontanandosi ulteriormente dal target del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea, con i costi energetici a rappresentare la componente preponderante dell'incremento. Il greggio ha toccato giovedì un massimo quadriennale a 124 dollari al barile, riconducibile in larga parte alle tensioni geopolitiche legate al conflitto in Medio Oriente.
Un segnale parzialmente rassicurante giunge dall'inflazione di fondo. In Italia, l'inflazione core — al netto degli energetici e degli alimentari freschi — ha mostrato un rallentamento, scendendo da +1,9% a +1,6%. Analogamente, a livello europeo l'inflazione sottostante — che esclude energia e alimentari — è rallentata al 2,2% dal 2,3% del mese precedente, e anche l'inflazione dei servizi ha registrato un calo, dal 3,2% al 3%.