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Le vendite al dettaglio nel Regno Unito sorprendono nettamente il mercato a gennaio
I dati sul mercato del lavoro Usa sembrano muoversi ad intermittenza, alternando una settimana sopra le attese ad una sotto le previsioni di mercato
Inflazione sui livelli di dicembre negli Usa, ma ancora una volta superiore alle attese del mercato
Un gennaio decisamente sotto le attese per la produzione industriale Usa
In linea con le attese il rincaro dei prezzi alla produzione di gennaio negli Usa. Rallentano i prezzi del settore energia
Disoccupazione stabile nel Regno Unito, come atteso dal mercato
I primi dati sul Pil italiano nel quarto trimestre del 2010 mostrano una crescita per l’economia sotto le attese
Nel mese di febbraio l’indice Zew fa segnare un altro recupero, ma questa volta il dato è nettamente peggiore delle attese
Rendimenti in rialzo nell'eurozona, negli Usa e in Svezia, mentre in Gran Bretagna, Canada e Australia la situazione è simile a quella di sette giorni fa.
Aumentano gli scambi, sia a livello mensile sia annuale, e il saldo del commercio con l’estero migliora più di quanto previsto
Negativo il dato delle vendite al dettaglio Usa, che non superano le attese
Crescita più lenta rispetto a quanto atteso per l’economia della zona euro nel quarto trimestre 2010
I prezzi in Regno Unito continuano la loro corsa, anche se a gennaio il rincaro è stato pienamente anticipato dal mercato
Bilancio negativo per l’import export dell’eurozona nei confronti del resto del mondo
L’effetto-inflazione si fa sentire sui rendimenti dei bond in euro, in aumento rispetto a sette giorni fa.
La produzione industriale della zona euro è in linea con le attese e cala a dicembre
Nel primo mese dell’anno i mercati, e i bond, hanno accusato il recupero dell’euro sulle principali valute.
La produzione industriale dell'eurozona non soddisfa pienamente, mentre i prezzi registrano ancora nuovi aumenti. Poco lontano dalle attese l’import-export degli Usa; nettamente meglio del previsto quello canadese.
Tra poco a Dublino si vota, la situazione rimane calda e il rischio che l'ex tigre celtica non possa far fronte ai suoi debiti non è del tutto trascurabile.
Si scaldano più del previsto i prezzi dei beni manifatturieri britannici e questa volta solo in parte a causa dei prezzi dei carburanti