Le aspettative dei mercati sulla BCE si fanno più aggressive
Le aspettative dei mercati dell'eurozona nei confronti della Banca Centrale Europea continuano a evolversi in modo significativo. Oggi non si tratta più solo di due rialzi dei tassi di interesse considerati certi: i mercati stanno valutando concretamente anche un terzo intervento, con una probabilità decisamente elevata. Uno scenario complessivo che, sommando i rialzi attesi per i mesi restanti del 2026, potrebbe portare a un aumento totale dello 0,75% dei tassi.
Obbligazioni a lunga scadenza sotto pressione: perché chiudere la posizione
Un contesto di rialzi multipli rappresenta un fattore di stress rilevante per il mercato obbligazionario, in particolare per i titoli con scadenze più lunghe. I bond a lungo termine sono strutturalmente più sensibili alle variazioni dei tassi: quando questi salgono, i prezzi scendono in misura più accentuata rispetto alle obbligazioni a breve durata. Per questa ragione, è opportuno chiudere le eventuali posizioni speculative sui titoli obbligazionari in euro a lunga scadenza.
Obbligazioni convertibili: si monetizzano i guadagni
La raccomandazione di chiudere le posizioni riguarda anche le obbligazioni convertibili, ma per ragioni differenti. In questo caso non è tanto un deterioramento delle prospettive di mercato a motivare l'uscita, quanto piuttosto l'opportunità di monetizzare l'importante guadagno accumulato da quando la posizione era stata aperta. Un risultato positivo che vale la pena consolidare, soprattutto in una fase di incertezza crescente.
L'inflazione e i tassi: un tema noto da mesi
I rischi legati alla ripresa dell'inflazione — e, di conseguenza, al rialzo dei tassi di interesse — sono sul tavolo da quando, alla fine di febbraio, è esplosa la crisi mediorientale. Le soluzioni per gestire questo scenario sono state discusse più volte nelle ultime settimane.
Strategie operative consigliate
✦ Preferire obbligazioni con scadenze tra i 2 e 3 anni (quelli fino al 2033 sono comunque all'acquisto), vendendo i bond che scadono dopo il 2033.
✦ Valutare l'inserimento in portafoglio di un BTP Italia, strumento indicizzato all'inflazione domestica.
✦ Considerare titoli a tasso variabile, tra cui gli ETF a tasso variabile negoziati in Borsa - acquistabili con facilità sul mercato regolamentato.
✦ Puntare su obbligazioni con cedole più alte e prezzi più alti: è un'integrazione periodica che può coprire i maggiori costi
✦ Per lo stesso princpio visto qui sopra, inserisci in portafoglio anche certificate che pagano cedole elevate
Come scegliere tra le obbligazioni a tasso variabile disponibili
Sul fronte delle obbligazioni a tasso variabile, il mercato offre diverse soluzioni. Tra i titoli recentemente discussi figura una nuova emissione a tasso variabile su cui molti investitori hanno posto domande. Vale la pena ribadire un principio fondamentale: quando si investe in obbligazioni, nessuna singola emissione è indispensabile, ma tutte sono utili. Se un titolo non è acquistabile alle condizioni desiderate, o perchè non ci sono scambi... si passa semplicemente alla prossima opportunità. Per chi vuole restare sui tassi variabili, gli Etf su questi bond quotati in Borsa rappresentano un'alternativa sempre acquistabile con la massima semplicità operativa. E poi, non è un obbligo acquistare i titoli a tassi variabili: come detto sono un complemento utile alla strategia, ma quest'ultima sopravvive anche senza i tassi variabili.